Lo Stato italiano intensifica gli sforzi per incentivare l’autoimprenditorialità giovanile, puntando su innovazione e sostenibilità. Con il recepimento del messaggio INPS n. 270/2026, il pacchetto di aiuti previsto dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024) subisce un’importante evoluzione: il contributo mensile di 500 euro non è più una prerogativa esclusiva delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, ma viene ufficialmente esteso anche ai liberi professionisti.
Questa apertura riconosce il peso strategico delle attività intellettuali e di consulenza nella modernizzazione del sistema produttivo. Per accogliere le nuove richieste, è stata istituita una finestra temporale straordinaria, operativa dal 31 gennaio al 2 marzo 2026, dedicata unicamente ai lavoratori autonomi.
L’incentivo: 18.000 euro totali a fondo perduto
La misura, cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 21-27, mette sul piatto un sostegno concreto per le fasi di startup:
- Entità del bonus: un sussidio di 500 euro al mese.
- Durata: copertura garantita per un triennio (36 mesi).
- Natura economica: il contributo opera come incentivo a fondo perduto, finalizzato ad abbattere i costi iniziali di gestione dell’attività.
Requisiti d’accesso e soglie anagrafiche
Per poter beneficiare dell’assegno, l’INPS ha fissato dei paletti rigorosi, dettagliati nella Circolare n. 148 del 28 novembre 2025:
- Età: il richiedente non deve aver compiuto 35 anni al momento dell’avvio dell’attività.
- Status: è indispensabile trovarsi in uno stato di disoccupazione certificato presso i Centri per l’Impiego.
- Tempistiche: per i professionisti, la Partita IVA deve essere stata aperta in un arco temporale preciso, compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Settori strategici: la selezione tramite Codici ATECO
Il sostegno pubblico non è generalizzato, ma mira a potenziare i settori definiti “motori dello sviluppo”. Il professionista deve operare in ambiti legati alla transizione green e digitale. L’elenco dei codici ATECO ammessi include:
- Digitalizzazione: informazione, comunicazione e servizi IT.
- Manifattura avanzata: trasformazione tecnologica e alimentare di qualità.
- Consulenza specialistica: servizi professionali a supporto della transizione ecologica.
Procedure telematiche e controlli incrociati
Sul piano operativo, i professionisti devono presentare l’istanza tramite i canali digitali dell’INPS. Poiché i lavoratori autonomi non figurano nel Registro delle Imprese, la procedura prevede l’autocertificazione dell’inizio attività tramite la data di apertura della Partita IVA.
L’istituto previdenziale ha inoltre implementato sistemi di verifica in tempo reale: lo stato di disoccupazione sarà confermato attraverso l’incrocio costante tra le banche dati dell’INPS e quelle del Ministero del Lavoro, eliminando margini di errore o dichiarazioni mendaci.




