La Rottamazione quinquies 2026 non è solo uno strumento di riscossione agevolata, ma diventa un tassello fondamentale per chi sta affrontando procedure di uscita dalla crisi. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha tracciato una corsia specifica per i contribuenti in stato di sovraindebitamento, stabilendo regole che si intrecciano con il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019).
In questo scenario, la precisione formale è tutto: per chi vive una crisi strutturale, l’adesione non passa dai canali web ordinari, ma richiede l’uso della Posta Elettronica Certificata (PEC).
Crisi e Insolvenza: quando il debito diventa strutturale
Il sovraindebitamento non è un semplice ritardo nei pagamenti, ma una condizione di squilibrio profondo tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile. Secondo il quadro normativo attuale:
- La Crisi: è l’incapacità prospettica di onorare i debiti nei 12 mesi successivi.
- L’Insolvenza: è lo stato conclamato in cui il debitore non può più soddisfare regolarmente i propri creditori.
La nuova rottamazione permette di abbattere drasticamente queste esposizioni, eliminando sanzioni e interessi di mora per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Canale speciale: l’istanza tramite PEC
Per i soggetti già inseriti in percorsi di composizione della crisi (ex Legge 3/2012 o Titolo IV del D.Lgs. 14/2019), la procedura di adesione è differente da quella dei contribuenti comuni.
Le regole per l’invio:
- Il Modello: È necessario utilizzare esclusivamente il modulo DA-LS-2026, creato appositamente per le situazioni di sovraindebitamento.
- La Modalità: La domanda non si invia tramite il portale dell’Agenzia, ma deve essere inoltrata via PEC alla Direzione Regionale di riferimento (l’elenco degli indirizzi è reperibile all’interno delle istruzioni del modello stesso).
- Allegati obbligatori: Insieme al modulo, vanno trasmessi il documento d’identità e la documentazione attestante l’avvio della procedura di crisi.
Attenzione: Questo canale è riservato solo a chi ha una procedura di crisi formalmente attiva. Per tutti gli altri carichi, restano validi i sistemi telematici standard.
Scadenze e soggetti legittimati
Il termine ultimo per non perdere questa opportunità è fissato al 30 aprile 2026. Oltre tale data, salvo proroghe dell’ultimo minuto, il treno della definizione agevolata sarà perso.
La domanda può essere sottoscritta e inviata dal debitore, dal suo legale rappresentante o da professionisti delegati (come i consulenti che gestiscono il piano di rientro). Il rispetto dei tempi è cruciale: un errore nell’invio o l’uso di un modello errato potrebbero compromettere l’intero piano di risanamento del contribuente.
Un’occasione di ripartenza
L’integrazione tra la Rottamazione-quinquies e le norme sul sovraindebitamento rappresenta un “salvagente” concreto. Ridurre il carico fiscale all’importo della sola imposta permette di rendere i piani di rientro molto più sostenibili, trasformando una situazione di insolvenza in un progetto di ripartenza economica reale.




