L’Agenzia delle Entrate ha sciolto le ultime riserve sulla Rottamazione quinquies, la misura di definizione agevolata introdotta dalla Manovra 2026. Il provvedimento, che punta a svuotare il magazzino delle cartelle esattoriali accumulate tra il 2000 e il 2023, prevede l’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio.
L’invio dell’istanza deve avvenire entro il 30 aprile 2026, ma i recenti chiarimenti ufficiali pongono l’accento su alcune novità sostanziali, a partire dal rigore sulle scadenze dei pagamenti.
1. Stop alla tolleranza dei 5 giorni
Una delle novità più rilevanti riguarda la puntualità. A differenza delle precedenti edizioni, per il saldo unico o per la prima rata (fissati al 31 luglio 2026) non sarà applicata la tolleranza dei 5 giorni. Il versamento dovrà avvenire tassativamente entro la data indicata, pena l’inefficacia immediata della procedura.
2. Staffetta con le vecchie rottamazioni
La Quinquies si apre anche a chi ha fallito i piani precedenti. Possono essere inseriti nella nuova domanda:
- I debiti della Rottamazione-quater se, al 30 settembre 2025, il piano è decaduto per rate non saldate.
- I carichi relativi alle prime tre edizioni della rottamazione e al “Saldo e stralcio” divenuti inefficaci nel tempo.
3. Rateizzazioni “miste”: cosa succede?
Per chi ha in corso piani di dilazione ordinaria che comprendono sia debiti ammessi alla sanatoria sia debiti esclusi:
- La sospensione del pagamento vale solo per le cartelle rottamabili.
- Per i debiti che non rientrano nella Quinquies, il contribuente deve continuare a versare le rate del piano originario senza interruzioni.
4. Regole per non decadere dal beneficio
Il legislatore ha previsto un meccanismo di decadenza “a soglie”:
- Si perde il beneficio se non si versa la rata unica o se si saltano due rate (anche non consecutive) del piano.
- Attenzione all’ultima rata: il mancato versamento dell’atto finale del piano annulla l’intera definizione agevolata.
- Flessibilità intermedia: Se si salta una sola rata (che non sia l’ultima), non si decade, ma il versamento successivo verrà usato prioritariamente per coprire il debito arretrato.
5. Il raggio d’azione: Fisco, INPS e Multe
Possono essere definiti i carichi affidati all’Agente della Riscossione fino al 31 dicembre 2023.
- Inclusi: IVA e IRPEF da controlli automatici, contributi INPS dichiarati e multe stradali delle Prefetture.
- Esclusi: Accertamenti INPS e multe della Polizia Locale (Comuni).
6. La partita dei Tributi Locali (IMU e TARI)
Per le entrate di Regioni e Comuni (IMU, TARI, rette scolastiche e multe municipali), la rottamazione non è automatica. Gli enti locali hanno autonomia decisionale: possono scegliere di avviare procedure simili a quella statale tramite apposite delibere. Secondo l’IFEL, questa facoltà potrebbe potenzialmente coprire la quasi totalità delle entrate comunali, offrendo una tregua fiscale anche sui tributi del territorio.




