Una dimenticanza che può costare cara
La gestione delle terapie farmacologiche negli anziani è uno dei temi più delicati della sanità pubblica. Un recente approfondimento pubblicato da Sanità24 – Il Sole 24 Ore ha riportato un dato che sta suscitando grande attenzione: quasi il 40% degli over 65 italiani non segue correttamente le terapie prescritte, dimenticando dosi o assumendo i farmaci in modo irregolare. Si tratta di un fenomeno noto come mancata aderenza terapeutica, riconosciuto dall’Istituto Superiore di Sanità come una delle principali cause di complicazioni cliniche e ricoveri evitabili.
Perché gli anziani dimenticano le terapie
Gli studi condotti negli ultimi anni mostrano che la dimenticanza non è quasi mai intenzionale. Con l’avanzare dell’età, funzioni come memoria, attenzione e capacità organizzativa possono ridursi. Molti anziani seguono terapie complesse, con più farmaci da assumere in momenti diversi della giornata, e questo aumenta il rischio di confusione.
A incidere sono anche altri fattori: il declino cognitivo lieve, la difficoltà nel comprendere le prescrizioni, la mancanza di supporto familiare e l’isolamento sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la non aderenza terapeutica «un problema globale che compromette l’efficacia delle cure», sottolineando come la complessità delle terapie sia uno dei principali ostacoli alla regolarità.
Le conseguenze sulla salute
Le ripercussioni cliniche possono essere significative. La mancata assunzione dei farmaci antipertensivi aumenta il rischio di crisi ipertensive e complicanze cardiovascolari. Nei pazienti diabetici, l’irregolarità nella terapia può provocare scompensi glicemici improvvisi.
Anche chi soffre di patologie respiratorie croniche, come BPCO e asma, può andare incontro a peggioramenti se non segue correttamente la terapia inalatoria. Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco, la non aderenza terapeutica contribuisce ogni anno a un numero rilevante di ricoveri evitabili, con un impatto economico e organizzativo significativo sul Servizio Sanitario Nazionale.
Le soluzioni indicate dagli esperti del settore
Le evidenze scientifiche mostrano che la tecnologia può offrire un supporto concreto. I dispositivi elettronici per la gestione dei farmaci, dotati di allarmi e sistemi di promemoria, stanno diventando strumenti sempre più diffusi nelle famiglie italiane.
Le applicazioni sanitarie integrate con servizi di telemedicina consentono ai medici di monitorare a distanza l’aderenza terapeutica dei pazienti più fragili, riducendo il rischio di errori o dimenticanze.
Un altro elemento fondamentale è la semplificazione delle terapie, quando clinicamente possibile. Ridurre il numero di somministrazioni giornaliere o utilizzare formulazioni a rilascio prolungato può migliorare in modo significativo la regolarità.
Anche il ruolo dei farmacisti è centrale: la loro attività di educazione sanitaria e di supporto nella gestione delle terapie è riconosciuta come uno dei fattori più efficaci per migliorare l’aderenza.
Un problema sanitario e sociale
La mancata aderenza terapeutica non riguarda solo la dimensione clinica, ma coinvolge l’intera comunità. Garantire agli anziani la possibilità di seguire correttamente le terapie significa prevenire complicazioni, ridurre i ricoveri e migliorare la qualità della vita.
Le istituzioni sanitarie sottolineano da anni l’importanza di programmi di educazione, monitoraggio e supporto, soprattutto per le persone che vivono sole o che devono gestire terapie complesse.
Il messaggio che emerge dagli studi è chiaro: migliorare l’aderenza terapeutica significa migliorare la salute pubblica. È una sfida che richiede collaborazione tra medici, farmacisti, caregiver e servizi territoriali, con l’obiettivo di garantire agli anziani sicurezza, autonomia e continuità nelle cure.




