Non esiste un’unica “Pace Fiscale”. Mentre a livello nazionale tiene banco la Rottamazione Quinquies, sul fronte dei territori si apre una partita parallela e altrettanto rilevante. Grazie alle ultime novità normative, i Sindaci hanno ora il potere di varare una definizione agevolata “fai-da-te” per le entrate comunali, permettendo ai cittadini di sanare i debiti locali senza il peso di interessi e sanzioni.
I confini dell’autonomia: cosa può decidere il Comune
L’autonomia dei Comuni non è però illimitata. Esiste un confine invalicabile dettato dalla modalità di riscossione:
- Il “No” alle cartelle AdER: Se il debito è già stato trasferito all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il Comune non ha più voce in capitolo. In questo caso, il contribuente deve affidarsi esclusivamente alla Rottamazione nazionale (Quinquies).
- Il “Sì” alla riscossione diretta: La sanatoria locale può essere attivata solo per le entrate gestite direttamente dagli uffici comunali o affidate a concessionari privati iscritti all’apposito Albo.
Quali debiti possono essere rottamati?
L’IFEL (Istituto per la finanza locale dell’Anci) ha tracciato il perimetro delle entrate che i Comuni possono inserire nei propri regolamenti:
- Tributi: IMU (con riserve sulla quota Stato per i capannoni), TARI e Canone unico patrimoniale.
- Servizi a domanda individuale: Rette per mense scolastiche, asili nido e contributi di urbanizzazione.
- Multe stradali: Anche le sanzioni del Codice della Strada possono rientrare, con l’abbattimento totale degli interessi e degli oneri di riscossione.
Regola d’oro: In ogni caso, lo “sconto” riguarda solo gli accessori (sanzioni e interessi). Il capitale originario (l’imposta base) deve essere sempre versato integralmente per non compromettere l’equilibrio di bilancio.
Il ruolo dei Regolamenti e il vademecum IFEL
Per rendere operativa la misura, non basta la legge nazionale: ogni singolo Comune deve approvare un apposito regolamento in Consiglio Comunale. L’IFEL ha già diffuso uno schema standard per agevolare il compito dei sindaci.
L’iter prevede passaggi rigorosi:
- Parere dei revisori: Ogni sanatoria deve essere certificata dai controllori dei conti.
- Relazione tecnica: Il Comune deve stimare quanti cittadini aderiranno e quanto incasserà effettivamente.
- Equilibrio finanziario: L’operazione non deve generare buchi di bilancio.
I nodi da sciogliere: TARI e liti pendenti
Nonostante le nuove opportunità, restano alcuni punti oscuri che potrebbero richiedere un intervento del Governo (probabilmente nel prossimo decreto sul federalismo fiscale):
- TARI Corrispettiva: Si attende conferma se anche la tariffa legata alla misurazione puntuale dei rifiuti possa essere sanata.
- Contenziosi: Manca una norma che sospenda automaticamente i ricorsi in tribunale per chi decide di aderire alla sanatoria locale, un “limbo” giuridico che preoccupa i tecnici.
Rottamazione Nazionale vs Comunale: le differenze
| Caratteristica | Rottamazione Quinquies (Stato) | Rottamazione Autonoma (Comune) |
| Gestore | Agenzia Entrate-Riscossione | Comune o Concessionari locali |
| Oggetto | IRPEF, IVA, Contributi INPS, ecc. | IMU, TARI, Multe, Mense |
| Obbligatorietà | Automatica per legge | Facoltativa (decide il Sindaco) |
| Scadenza domanda | 30 Aprile 2026 | Definita dal singolo regolamento locale |




