Con l’apertura del portale telematico dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, entra nel vivo la Rottamazione Quinquies, la sanatoria introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Se da un lato la misura promette un abbattimento drastico di sanzioni e interessi, dall’altro nasconde clausole di decadenza estremamente rigide. Un solo errore nel calendario dei pagamenti può trasformare il risparmio in un boomerang finanziario.
Il perimetro della sanatoria: cosa si può “rottamare”
La misura riguarda i carichi affidati alla riscossione nel lunghissimo periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
- Debiti inclusi: Imposte non versate (a patto che la dichiarazione sia stata presentata) e contributi previdenziali.
- Esclusioni: Non rientrano i debiti derivanti da atti di accertamento.
- Il vantaggio: Il contribuente è tenuto a pagare solo la quota capitale e le spese vive di notifica, vedendosi stornare integralmente sanzioni e interessi di mora.
Il piano di rientro: 9 anni e 54 rate
Per chi non sceglie il saldo in un’unica soluzione, la legge prevede una rateizzazione “extra-large”:
- Durata: Fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni.
- Calendario 2026: La prima scadenza (o unica soluzione) è fissata per il 31 luglio 2026. Seguono poi i versamenti di settembre e novembre.
- Dal 2027 al 2035: Sono previsti sei appuntamenti annuali.
- Costi: Dalla seconda rata scattano interessi del 3% annuo.
La trappola della decadenza: il gioco del “due più uno”
È qui che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non ammette distrazioni. Il rischio di perdere ogni beneficio è concreto se si incappa in tre situazioni specifiche:
- L’errore immediato: Il mancato o parziale pagamento della prima rata (o della soluzione unica) comporta la decadenza istantanea.
- La soglia delle due rate: Nel caso di piano dilazionato, si decade dal beneficio se non vengono pagate due rate, anche non consecutive.
- Il colpo di grazia finale: La decadenza scatta inesorabilmente se non viene saldata l’ultima rata del piano, anche se tutte le 53 precedenti sono state versate regolarmente.
Cosa succede se si “decade”?
Gli effetti della decadenza dalla Rottamazione Quinquies sono immediati e pesanti:
- Ritorno al debito originario: Sanzioni e interessi eliminati tornano a gravare sulla posizione del contribuente.
- Acconti persi: Quanto già versato viene trattenuto come acconto, ma non ferma la riattivazione del debito residuo.
- Blocco delle rateizzazioni: I debiti oggetto di decadenza non possono più essere rateizzati con le modalità ordinarie.
- Ripartenza delle procedure: L’AdER può riprendere immediatamente le azioni cautelari ed esecutive (fermi amministrativi, pignoramenti).
Il consiglio dell’esperto
Prima di inoltrare la domanda, è fondamentale analizzare la propria capacità di spesa sul lungo periodo. La Quinquies non è una “sanatoria libera tutti”, ma un contratto rigido con lo Stato: firmarlo senza la certezza di coprire l’intero piano decennale significa esporsi a una ripresa dei pignoramenti ancora più aggressiva.




