Importanti novità sul fronte del welfare per l’infanzia. A seguito degli aggiornamenti operativi definiti dall’INPS tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il Bonus Asilo Nido cambia volto. La riforma punta su due pilastri: l’allargamento della platea dei servizi rimborsabili e un drastico abbattimento della burocrazia per i genitori, grazie all’introduzione della validità pluriennale dell’istanza.
Più strutture nel perimetro del rimborso
La normativa aggiornata amplia l’elenco dei servizi educativi che danno diritto al contributo. Non più solo asili nido tradizionali, ma una gamma di servizi integrativi che riflettono le diverse esigenze delle famiglie italiane.
Le nuove categorie ammesse:
- Micronidi: strutture destinate alla fascia 3-36 mesi con ricettività ridotta.
- Sezioni Primavera: classi ponte per bambini dai 2 ai 3 anni.
- Servizi integrativi e domiciliari: inclusi gli spazi gioco e i contesti educativi in ambito domiciliare, purché regolarmente accreditati a livello regionale.
Cosa resta fuori: L’INPS ribadisce che non sono rimborsabili i servizi ludici o ricreativi, il pre e post-scuola e i centri in cui è richiesta la presenza fissa di un genitore o accompagnatore. Il bonus è destinato esclusivamente ai servizi che prevedono l’affidamento del minore agli educatori.
La rivoluzione burocratica: la domanda diventa pluriennale
Dal 1° gennaio 2026, le famiglie dicono addio al rito del rinnovo annuale. Una volta inoltrata e accolta la prima richiesta, questa resterà valida fino al termine del percorso educativo del bambino (compimento dei tre anni).
- Cosa cambia: I genitori non dovranno più compilare l’intera pratica da zero ogni anno.
- Cosa resta da fare: Sarà sufficiente confermare i requisiti e procedere alla prenotazione del budget per le mensilità desiderate, oltre al consueto caricamento delle ricevute di pagamento.
Importi e il “super bonus” da 3.600 euro
Il contributo resta agganciato all’ISEE minorenni. Gli importi massimi sono così suddivisi:
- Fino a 25.000 € di ISEE: rimborso fino a 3.000 € annui.
- Tra 25.001 e 40.000 € di ISEE: rimborso fino a 2.500 € annui.
- Oltre 40.000 € (o senza ISEE): quota fissa di 1.500 € annui.
Il premio per le famiglie numerose: Resta confermato l’aumento a 3.600 euro per i nuovi nati (dal 2024 in poi) in nuclei che abbiano già un figlio sotto i 10 anni e un ISEE entro i 40.000 euro.
Come procedere
La domanda si presenta tramite il portale telematico INPS o rivolgendosi ai Patronati. Data la necessità di un ISEE aggiornato per ottenere le fasce più alte di rimborso, è consigliabile provvedere al rinnovo dell’indicatore entro i primi mesi dell’anno per evitare di ricevere inizialmente la sola quota minima.




