Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, la Rottamazione-quinquies si conferma come uno strumento ormai strutturale della politica fiscale italiana. Tuttavia, a differenza di quanto si possa pensare, la nuova “pace fiscale” non copre l’intero spettro delle pendenze. Esistono paletti precisi, sia oggettivi che soggettivi, che i contribuenti e i consulenti devono valutare con estrema attenzione.
La selezione dei debiti: cosa entra nel “condono”
Il perimetro della Quinquies è più selettivo rispetto alla precedente edizione “Quater”.
- Sì alle dichiarazioni: Rientrano i debiti derivanti dalla liquidazione e dal controllo formale delle dichiarazioni (IRPEF e IVA). Non vengono sanati solo i mancati pagamenti, ma anche gli errori emersi dai controlli, come la rettifica di detrazioni o ritenute non spettanti.
- No agli avvisi bonari: Restano fuori tutte le somme oggetto di rateizzazione derivanti da “avvisi bonari” dell’Agenzia delle Entrate, se questi non sono ancora stati trasformati in cartelle esattoriali (iscrizione a ruolo).
- Esclusioni di rilievo: La sanatoria non include gli accertamenti esecutivi, le imposte indirette (successioni, donazioni, registro) e, soprattutto, i tributi locali.
Multe stradali: la distinzione tra Stato e Comune
Un dettaglio fondamentale riguarda le sanzioni per violazioni del Codice della Strada:
- Rottamabili: Le sanzioni irrogate da autorità statali (es. Polizia di Stato, Carabinieri).
- Escluse: Le multe comminate dai corpi di Polizia Locale.
Convenienza economica: il nuovo tasso al 3%
La vera novità politica della Quinquies risiede nel costo del finanziamento. Il tasso di interesse applicato alla dilazione scende dal 4% al 3%. Questa riduzione, unita alla possibilità di spalmare il debito in 9 anni, rende l’operazione estremamente appetibile per chi ha pendenze molto vecchie, dove il cumulo di sanzioni e interessi di mora aveva ormai superato il valore del tributo originario. In questa sede, infatti, il contribuente dovrà corrispondere esclusivamente la quota capitale.
Analisi per i professionisti: opportunità o rischio?
Per imprese e professionisti, la decisione di aderire deve passare da un’analisi rigorosa della capacità di flussi di cassa. Sebbene il tasso al 3% sia vantaggioso rispetto alla riscossione ordinaria, la rigidità delle scadenze trasforma la Rottamazione in un’arma a doppio taglio: la decadenza dal piano, infatti, ripristina immediatamente l’intero debito gravato dagli oneri originari.




