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Classico italiano ospita Lino Capolicchio

Lunedì 9 agosto nel giardino Bonelli-Patanè

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Classico italiano ospita Lino Capolicchio Classico italiano ospita Lino Capolicchio

“Classico Italiano” ospita lunedì 9 agosto un’icona del cinema degli anni sessanta/settanta. Lino Capolicchio e il suo “D’amore non si muore”. “Classico Italiano” domani, lunedì 9 agosto alle ore 21.00 nel giardino Bonelli – Patanè ospiterà una delle icone cinematografiche più affascinanti e ricercate degli anni sessanta/settanta. Sul palco salirà l’attore Lino Capolicchio*, protagonista di un periodo in cui si è assistito nel mondo a una rivoluzione etica ed estetica senza precedenti, che ha coinvolto qualsiasi campo (dalla politica alla filosofia, dal cinema alla musica, dall'arte al teatro, dalla letteratura all'architettura). L’attore caro ai grandi registi di quegli anni presenterà il volume “D’Amore non si muore” pubblicato dal centro Sperimentale di Cinematografia con Rubbettino Editore.

È un viaggio nella memoria attraverso persone e volti della sua straordinaria carriera: da Sergio Tofano a Giorgio Strehler, da Anna Magnani a Vittorio De Sica e a Pier Paolo Pasolini, da Federico Fellini ai Beatles e a Carmelo Bene e a Fabrizio De André...Lino Capolicchio converserà con lo studioso di Cinema, Domenico Monetti. Non sarà presente, vittima di un fastidioso imprevisto, il regista Alessandro D’Alatri che sino a qualche giorno fa aveva confermato la sua presenza. Al termine della presentazione al Cine Teatro Italia sarà proiettato alle 22.15 “Il Giardino dei Finzi Contini” con Lino Capolicchio tra i protagonisti. Il film è vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 1972. Per gentile concessione di Cinecittà Luce. La copia è stata restaurata dalla Cineteca di Bologna.

*Attore e regista italiano. Esordisce nel 1968 in Escalation di R. Faenza, ma il primo ruolo di grande spessore è quello di Giorgio in Il giardino dei Finzi Contini (1971) di Vittorio De Sica. Nel 1969 è protagonista in “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi. Molto attivo negli anni '70, costruisce una maschera attoriale in cui si mescolano la timidezza e il disagio interiore. Recita spesso con Pupi Avati (da La casa dalle finestre che ridono, 1976, fino a Fratelli e sorelle, 1991). Nel 1995 dirige il suo primo film, Pugili, seguito nel 2002 dal Diario di Matilde Manzoni. Per l’ingresso in sala è necessario essere in possesso della green pass da esibire all’ingresso. Duecento i posti disponibili. Saranno adottate le misure anticovid previste dalla normativa.

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Classico italiano
Lino capolicchio
Giardino bonelli patane
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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