La nomina ufficiale di Ragusa “Città del Formaggio 2026” segna l’inizio di un anno strategico per la valorizzazione del comparto lattiero-caseario siciliano. Il riconoscimento, assegnato dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (ONAF), premia la storica tradizione degli altipiani iblei e il valore identitario del Ragusano DOP. L’Amministrazione Comunale, in sinergia con partner tecnici come il CoRFiLaC, ha pianificato una serie di iniziative che spaziano dalla didattica nelle scuole ai grandi eventi di piazza, con l’obiettivo di sostenere i produttori locali e potenziare il turismo gastronomico.
Le eccellenze iblee tra Formaggi in Festa e la FAM
Il cuore delle celebrazioni entrerà nel vivo tra la primavera e l’estate. Dal 7 maggio al 10 giugno, la sede di Progetto Natura ospiterà il Corso di I livello per assaggiatori ONAF, mentre dall’8 al 10 maggio la Piazza San Giovanni si trasformerà in una “Masseria” all’aperto per l’evento Formaggi in Festa. A settembre, la tradizionale Fiera Agroalimentare Mediterranea (FAM) dedicherà un’area specifica al concorso per il “Miglior Ragusano DOP 2026”, confermando l’importanza di questo prodotto per l’identità regionale.
“Ragusa – afferma l’assessora allo Sviluppo Economico, Catia Pasta – è cuore pulsante della zootecnia siciliana, un settore che qui esprime il 60-70% della produzione del latte regionale. Il 2026 rappresenterà un volano strategico per tutta l’economia locale: valorizzare il Ragusano DOP e le produzioni casearie di qualità del territorio che rappresentano la nostra tradizione millenaria significa sostenere direttamente i produttori e, indirettamente, potenziare il turismo gastronomico e l’indotto commerciale”.
Ricerca scientifica e riapertura della Cacioteca Regionale
L’anno della Città del Formaggio si concluderà con un forte accento sulla ricerca e l’innovazione. L’1 e il 2 dicembre 2026, il CoRFiLaC ospiterà un convegno internazionale dedicato alla valorizzazione dei formaggi storici del Mediterraneo. In questa occasione, verrà ufficialmente riaperta la Cacioteca Regionale, centro unico per lo studio e la conservazione delle eccellenze casearie storiche, un asset fondamentale per la comunità scientifica e per i produttori che intendono esportare il valore del “sapere artigianale” sui mercati globali.
Il programma include anche percorsi turistici esperienziali, come le Vie del Latte, previste nei weekend di settembre e ottobre, che permetteranno ai visitatori di accedere direttamente ai centri di stagionatura e alle aziende zootecniche. Integrando arte, cultura e gastronomia, il Comune punta a elevare il profilo internazionale del territorio, trasformando una produzione locale in un modello virtuoso di sviluppo sostenibile che tutela il paesaggio e l’economia delle aree interne.



