La scadenza per aderire alla rottamazione quinquies fissata al 30 aprile si avvicina, mentre il Senato lavora freneticamente per correggere i nodi critici della definizione agevolata 2026. Il Decreto Fiscale n. 38/2026, attualmente in fase di conversione, è diventato il terreno di confronto per introdurre novità sostanziali sulle tasse locali e sulle modalità di pagamento. L’obiettivo dell’esecutivo è massimizzare l’adesione dei contribuenti, semplificando le procedure burocratiche e riducendo il rischio di decadenza per lievi ritardi.
Il ricorso sistematico alle definizioni agevolate riflette una difficoltà strutturale del sistema di riscossione italiano, dove il magazzino dei crediti non riscossi ha superato abbondantemente la soglia dei 1.100 miliardi di euro. Le precedenti edizioni della rottamazione hanno mostrato tassi di decadenza elevati, spesso dovuti all’impossibilità dei contribuenti di sostenere il piano di rientro nel lungo periodo. In questo contesto, la “quinquies” cerca di offrire una via d’uscita più flessibile, integrando strumenti di tolleranza già sperimentati con successo nella versione “quater”.
Tasse locali e tolleranza: le novità della rottamazione quinquies
Uno dei punti centrali della discussione in Commissione Finanze riguarda la richiesta dell’ANCI di sbloccare la rottamazione per i tributi locali gestiti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER). Attualmente, i Comuni possono deliberare l’adesione alla sanatoria, ma le cartelle affidate alla riscossione nazionale restano in un limbo normativo. La proposta prevede un’estensione del perimetro agevolato a fronte di una somma extra di 2 euro per cartella, che andrebbe a sostituire l’aggio di riscossione finanziando le spese di procedura.
Oltre al fronte dei tributi locali, si profila la reintroduzione della tolleranza di cinque giorni per i versamenti. Questa norma permetterebbe di considerare validi i pagamenti effettuati entro i primi cinque giorni successivi alla scadenza ordinaria, evitando la decadenza immediata. Secondo quanto emerso dai lavori parlamentari, la rottamazione quinquies prevede la perdita del beneficio in caso di mancato versamento della prima rata entro il 31 luglio 2026, oppure al mancato pagamento di due rate anche non consecutive.
Riammissione per i decaduti della rottamazione quater
Il cantiere del DL Fiscale potrebbe riservare una chance anche per chi è uscito dalla precedente rottamazione quater. Si valuta infatti la possibilità di consentire il ripescaggio per i contribuenti che hanno saltato le scadenze del 30 novembre 2025 e del 28 febbraio 2026. Questa apertura rappresenterebbe un’ancora di salvataggio per migliaia di soggetti che, essendo decaduti, si trovano attualmente impossibilitati ad accedere alla nuova edizione quinquies a causa della data spartiacque del 30 settembre prevista dalla Manovra.
Il testo definitivo del provvedimento è atteso entro il 26 maggio 2026, data limite per la conversione in legge del decreto. Fino a quel momento, i contribuenti dovranno monitorare con attenzione le evoluzioni parlamentari, tenendo presente che l’adesione alla rottamazione dei tributi locali rimarrà facoltativa per i singoli Enti, i quali avranno tempo fino al 31 luglio per approvare le apposite delibere e definire i nuovi calendari di pagamento.



