A partire dall’1 aprile si apre una finestra fondamentale per le famiglie italiane che beneficiano dell’Assegno unico universale. Grazie alla possibilità di richiedere l’Isee corrente con l’aggiornamento dei patrimoni, molti nuclei familiari possono ottenere un incremento immediato dell’importo mensile erogato dall’Inps, adeguando la prestazione alla reale situazione economica attuale.
L’Assegno Unico Universale (AUU), introdotto nel 2022, è diventato il pilastro del welfare familiare in Italia, sostituendo quasi tutte le precedenti detrazioni e bonus per i figli. Secondo i dati Inps dell’ultimo osservatorio, la misura raggiunge oltre 6 milioni di nuclei familiari per un totale di quasi 10 milioni di figli. Tuttavia, la spesa annua dello Stato per questa misura supera i 18 miliardi di euro, evidenziando come anche piccole variazioni dell’indicatore Isee possano spostare centinaia di milioni di euro di trasferimenti monetari verso le famiglie che hanno subito un peggioramento della condizione patrimoniale.
A differenza di altre misure assistenziali dove conta solo il reddito, per l’Assegno unico è l’intero valore dell’attestazione a risultare determinante. Se nell’ultimo anno si è verificato un peggioramento della situazione economica, la legge consente di sostituire l’Isee ordinario (che guarda ai dati di due anni prima) con quello corrente. Mentre da gennaio era possibile aggiornare solo i redditi, da questo mese la normativa permette di inserire i dati relativi ai patrimoni mobiliari e immobiliari aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente.
I requisiti per l’aumento dell’Assegno unico universale
L’accesso a questo ricalcolo non è però generalizzato, ma vincolato al rispetto di parametri tecnici ben definiti. La richiesta dell’Isee corrente per l’aggiornamento dei patrimoni è infatti consentita esclusivamente a quei nuclei familiari che hanno subito una riduzione significativa della propria situazione rispetto a quanto dichiarato nell’attestazione ordinaria.
In particolare, è necessario che il patrimonio complessivo risulti diminuito di almeno il 20%. Senza una variazione di tale portata, l’indicatore non può essere ricalcolato. Un altro passaggio obbligatorio rimane la presentazione della Dsu per l’Isee ordinario in corso di validità prima di procedere con la versione corrente. Va ricordato che l’Isee corrente ha una validità limitata a 6 mesi, trascorsi i quali deve essere rinnovato per non perdere i benefici acquisiti.
L’impatto economico sulla quota base dell’assegno può essere rilevante. Per ogni 1.000 euro di riduzione dell’Isee, al di sopra della soglia minima di 17.468,51 euro, spettano circa 5 euro in più al mese per ogni figlio, traducendosi in un beneficio annuo di circa 60 euro a figlio, senza contare le eventuali maggiorazioni. In un contesto di erosione del potere d’acquisto, l’aggiornamento dei patrimoni rappresenta dunque un’opportunità concreta per allineare i sussidi statali alle necessità delle famiglie in difficoltà economica.



