L’aumento delle bollette di luce e gas da aprile 2026 è ufficiale: l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha comunicato rincari dell’8,1% per l’elettricità e del 19,2% per il gas per i clienti vulnerabili ancora in regime di Maggior Tutela. Sono circa cinque milioni le famiglie italiane direttamente colpite dai nuovi aumenti, che si sommano a quelli già registrati nei mesi precedenti.
La causa principale, secondo Arera, è l’instabilità dei mercati energetici internazionali alimentata dal conflitto in Medio Oriente, che ha spinto verso l’alto i prezzi all’ingrosso sia del gas sia dell’elettricità. Il prezzo al metro cubo del gas è passato da 37 centesimi di febbraio a oltre 55 centesimi, applicati ai consumi di marzo. Per l’elettricità, la componente legata all’acquisto dell’energia balza a 15,81 centesimi per kilowattora, con un rialzo del 15% rispetto al trimestre precedente.
In termini concreti, per un nucleo domestico con consumi medi di duemila kilowattora annui — il profilo di riferimento usato da Arera — la spesa annua sale a circa 589 euro per la luce, con un aggravio stimato di oltre 45 euro all’anno. Per il gas, il rincaro medio può arrivare a 168 euro l’anno per una famiglia di due persone. Chi ha i consumi più elevati pagherà ancora di più.
Il dato che preoccupa i consumatori è la prospettiva storica: rispetto all’aprile 2021, prima della crisi energetica, la bolletta della luce per i clienti in Maggior Tutela è aumentata del 36,6%. Un incremento che pesa soprattutto su pensionati, famiglie monoreddito e nuclei in difficoltà economica, ovvero le categorie che il regime di tutela dovrebbe proteggere.
Chi ha diritto al bonus da 115 euro sulle bollette
Il governo Meloni ha risposto al rincaro con il decreto Bollette, approvato a fine febbraio e convertito alla Camera il 31 marzo 2026. Il provvedimento prevede un contributo straordinario una tantum di 115 euro per le famiglie titolari del bonus sociale elettrico con un Isee fino a 9.796 euro — soglia che sale a 20.000 euro per i nuclei numerosi con almeno quattro figli a carico. Il bonus verrà applicato automaticamente in bolletta, senza necessità di fare domanda: basta avere un Isee valido aggiornato.
La platea stimata è di circa 2,7 milioni di famiglie. Il contributo si aggiunge al bonus sociale ordinario, che vale mediamente circa 200 euro annui, portando il beneficio complessivo a circa 315 euro nell’anno. Per il gas, la soglia Isee per accedere al bonus sociale è rimasta invariata rispetto alla luce.
Le associazioni dei consumatori non nascondono la delusione. Codacons ha calcolato che, sommando luce e gas, un utente vulnerabile potrebbe spendere quest’anno fino a 1.813 euro solo per l’energia: il bonus, in questo quadro, copre meno di un decimo del costo complessivo. Altroconsumo ha definito il provvedimento “insufficiente” e ha rinnovato l’appello alle istituzioni per interventi strutturali: riduzione permanente dell’Iva sul gas, eliminazione degli oneri aggiuntivi in bolletta, revisione delle regole sui bonus sociali.
Perché l’Italia paga l’energia più cara d’Europa
Il nodo centrale rimane la struttura del mercato energetico italiano, ancora largamente dipendente dal gas per la produzione di elettricità. Secondo i dati citati in Parlamento dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, a inizio 2026 il prezzo dell’energia elettrica in Italia ha toccato i 160 euro per megawattora, contro i circa 8 euro della Spagna. Una forbice che riflette la differenza nel mix produttivo: in Spagna le rinnovabili coprono quasi il 70% della produzione, in Italia il gas pesa ancora per il 90% nella formazione del prezzo spot.
Il decreto Bollette contiene anche misure per le imprese, con la riduzione della componente Asos sulle tariffe elettriche per le utenze non domestiche, e un meccanismo volontario rivolto ai produttori fotovoltaici incentivati per contenere i costi del sistema. Sul fronte delle tutele per i consumatori, è stato introdotto il divieto di attivare contratti di fornitura di luce e gas tramite telemarketing senza il consenso espresso e documentato dell’utente — una misura attesa da anni.
Chi non rientra nella Maggior Tutela e ha un contratto nel mercato libero può confrontare le offerte disponibili sul portale ufficiale di Arera, il sistema di comparazione delle tariffe messo a disposizione dall’Autorità.



