Monterosso Almo ha celebrato ieri sera la solenne processione della Madonna Addolorata, rinnovando un legame storico che unisce la comunità alla sua Patrona principale da quasi quattro secoli. Il rito del Martedì dell’Angelo rappresenta il primo atto dei festeggiamenti pasquali, richiamando centinaia di fedeli tra i vicoli del centro storico ibleo. La giornata, iniziata con la messa presieduta dall’arciprete Innocenzo Mascali, ha visto il simulacro della Vergine attraversare le piazze del paese in un clima di profonda partecipazione collettiva.
La devozione per la Madonna Addolorata a Monterosso Almo affonda le radici in un preciso contesto storico: correva l’anno 1644 quando il re di Spagna Filippo IV proclamò ufficialmente la Vergine quale Regina e Patrona del borgo. La notifica del decreto reale giunse proprio durante il periodo di Pasqua, istituzionalizzando una ricorrenza che oggi costituisce il pilastro dell’identità monterossana. L’evento di ieri sera fa da preludio alla tradizionale “Nisciuta”, fissata per domenica 12 aprile alle ore 11:30, momento in cui il simulacro lascerà nuovamente il santuario tra il fragore dei festeggiamenti.
La storia e il contesto del borgo ibleo
Monterosso Almo, inserito nel prestigioso circuito dei Borghi più belli d’Italia, custodisce nel suo impianto urbanistico le tracce della ricostruzione post-terremoto del 1693. La festa della Patrona non è solo un evento religioso, ma un volano per il turismo culturale che, nel distretto degli Iblei, ha registrato negli ultimi anni un incremento di presenze del 12% durante il periodo pasquale. La conservazione di riti così antichi permette al borgo di mantenere una forte attrattiva verso i visitatori stranieri, interessati alla simbiosi tra barocco e tradizioni popolari siciliane.
La processione di quest’anno si è caricata di un ulteriore significato simbolico grazie al richiamo alle parole di papa Leone XIV, diffuse in occasione della Giornata mondiale della pace. Durante la serata sono stati citati i passaggi salienti del pontefice, che invita a guardare alla figura di Maria come strumento di pacificazione globale: «Chiediamo a Maria di disarmare i cuori, affinché la pace che nasce dalla giustizia non sia solo un intervallo tra i conflitti, ma la condizione stessa del vivere umano. Maria sia il ponte che unisce ciò che l’odio ha diviso».
I prossimi appuntamenti della festa patronale
Il programma delle celebrazioni proseguirà nei prossimi giorni, trasformando Monterosso Almo in un centro di spiritualità diffusa. La macchina organizzativa, coordinata dalla parrocchia e dalle autorità locali, prevede per il fine settimana l’arrivo di numerosi devoti dai comuni limitrofi. La sicurezza e la gestione dell’afflusso sono garantite dai volontari e dalle forze dell’ordine, che monitorano costantemente la viabilità del borgo montano, caratterizzato da strade strette e piazze monumentali.
La fede di Monterosso continua a raccontare la storia di un popolo che, dal 1644 ad oggi, non ha mai smesso di affidarsi alla propria Regina, confermando la Madonna Addolorata come icona inossidabile della memoria collettiva siciliana.



