Mancano pochi giorni alla scadenza del 30 aprile per aderire alla rottamazione dei tributi locali e dei crediti erariali, ma regna il caos tra i cittadini. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la nuova “Quinquies” per i debiti affidati all’Agente della Riscossione tra il 2000 e il 2023. Tuttavia, mentre per le tasse statali le regole sono certe, il destino di IMU e TARI resta appeso alle decisioni dei singoli enti. Molti contribuenti si trovano in un limbo, non sapendo se pagare subito le sanzioni o attendere regolamenti comunali che potrebbero non arrivare mai.
I limiti della Rottamazione Quinquies 2026
La nuova sanatoria prevista dalla Legge n. 199/2025 presenta un perimetro oggettivo molto ristretto rispetto alle edizioni passate. L’agevolazione si applica esclusivamente ai crediti erariali e contributivi derivanti da liquidazione, ovvero somme dichiarate ma non versate. Restano quindi escluse tutte le somme dovute a seguito di accertamenti esecutivi dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS. Nonostante le aspettative, nemmeno il recente Decreto Milleproroghe ha ampliato la platea dei beneficiari, costringendo i cittadini ad adeguarsi alle rigide indicazioni dello scorso dicembre.
Autonomia comunale per IMU e TARI: il rischio disparità
Per quanto riguarda la rottamazione dei tributi locali, il Legislatore ha scelto la strada dell’autonomia decisionale. Regioni, Province e Comuni devono deliberare con propri regolamenti se consentire o meno la definizione agevolata per IMU e TARI. Questa scelta, giustificata dalla necessità di salvaguardare gli equilibri di bilancio, genera però forti dubbi di natura costituzionale. È quasi certo, infatti, che non ci sarà una rottamazione uniforme sul territorio nazionale. Molti enti locali, frenati dalla carenza di personale o da conti instabili, potrebbero decidere di non concedere alcuno sconto.
Scadenze incerte e dubbi sulla riscossione
Un ulteriore elemento di confusione riguarda le tempistiche e i soggetti riscossori. Se per i tributi statali la domanda scade il 30 aprile, per la rottamazione dei tributi locali non esiste ancora un termine perentorio per il varo dei regolamenti. Inoltre, non è chiaro se la sanatoria locale includa i debiti gestiti tramite iscrizione a ruolo (AdER) o solo quelli riscossi direttamente dagli enti. Di conseguenza, chi ha pendenze TARI del 2023 non sa se conviene saldare il debito completo o sperare in un’agevolazione futura.



