Una giovane donna tremante, appena soccorsa a Lampedusa, continua a chiedere ai primi operatori: “Lui adesso che fine farà?”. Il bimbo di un anno che ha protetto con il suo corpo durante le ultime ore di traversata nel Mediterraneo ce l’ha fatta. Il suo quadro clinico non è allarmante. Quel neonato non è suo figlio. Ma è come se lo fosse: la mamma se l’è vista morire davanti. Così ha raccontato una volta arrivata a Lampedusa.
19 morti e 58 sopravvissuti a Lampedusa
Ieri la Guardia costiera ha recuperato 19 cadaveri e tratto in salvo 58 persone da un gommone di 10 metri partito dalla Libia. Tra i sopravvissuti, sette sono stati trasferiti subito al Poliambulatorio dell’isola. Cinque versano in condizioni critiche. Due di loro saranno trasportati in elisoccorso a Palermo.
Il dramma del neonato orfano protetto da un’altra donna
Tra i ricoverati c’è anche la giovane donna che si è presa cura del bimbo di un anno rimasto orfano, tenendolo tra le sue braccia e proteggendolo col suo calore. La donna al Poliambulatorio è in stato di ipotermia ed è intossicata da fumi di idrocarburi.
Insieme a lei sono ricoverati quattro uomini tra i 25 e i 30 anni e due bambini. I due piccoli non sono in gravi condizioni: sono solo infreddoliti. Gli adulti invece soffrono di ipotermia e intossicazione da idrocarburi. I medici hanno già somministrato i farmaci e stanno lavorando per stabilizzare la temperatura corporea.
Morti di freddo, non per un naufragio
Vivi e morti viaggiavano insieme sullo stesso gommone trainato dalla Guardia costiera dall’area SAR libica fino a Lampedusa, distante 85 miglia. Non si è trattato di un affondamento improvviso. Le persone sono morte di freddo perché i soccorsi sono arrivati troppo tardi.
Secondo le prime testimonianze, a bordo erano in 80. Tre uomini sarebbero caduti in mare prima dell’arrivo dei soccorritori e risultano dispersi. Il gommone di dieci metri sarebbe salpato da Abu Kammash, in Libia, all’alba di lunedì.
Condizioni meteo estreme su Lampedusa
Da ieri forte vento e pioggia ininterrotta flagellano Lampedusa, con temperature intorno ai 10 gradi. Durante il trasferimento, iniziato alle 3 di notte e concluso poco dopo le 13 al molo Favarolo, altri migranti – tra cui diverse donne – hanno perso la vita per ipotermia.
I cadaveri verranno trasferiti alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. I sopravvissuti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola, che al momento ospitava solo 11 migranti.
Origini e costi della traversata
I migranti provengono da Sudan, Sierra Leone, Gambia, Nigeria, Ghana ed Etiopia. Nelle prime testimonianze hanno raccontato di aver pagato tra i 400 e i 2.000 euro per la traversata.



