Uno scooter che diventa tela. Tre opere d’arte che si muovono per la città. È questa la scommessa di TVS Motor Italia con “Art on Wheels – Dove l’innovazione incontra la cultura”, il progetto presentato il 24 marzo 2026 alle Officine del Volo di Milano che porta la tradizione del carretto siciliano sulle carreggiate del presente.
Al centro dell’iniziativa c’è il TVS Jupiter 125 decorato come un carretto siciliano: tre esemplari unici, dipinti a mano dai Maestri Damiano Rotella e Biagio Castilletti della bottega Cinabro Carrettieri di Ragusa Ibla. Un incontro tra mondi distanti — industria e artigianato, velocità e pazienza, innovazione e memoria storica — che ha richiesto mesi di dialogo e studio reciproco.
TVS Motor Italia e la cultura: una scelta di campo
Non si tratta di una campagna pubblicitaria. Lo chiarisce subito Giovanni Notarbartolo di Furnari, General Manager di TVS Motor Italia: «In Italia la cultura è qualcosa che si vive, si tocca, si indossa. Non qualcosa che si osserva da lontano. È un elemento vivo, quotidiano. Si ritrova nei gesti, nei colori, nei paesaggi, nel modo di vivere e di muoversi. È stile, è appartenenza. Ed è proprio in questo spazio che TVS Motor Italia ha deciso di entrare, scegliendo di “giocare un’altra partita”. Una partita che affianca alla tecnologia, cuore del brand, la capacità di raccontare storie. “Art on Wheels” non è una campagna pubblicitaria. È il nostro modo di dire che vogliamo entrare nel cuore di chi abita in questo Paese e vogliamo farlo parlando la sua stessa lingua».
Il punto di partenza è un oggetto iconico della cultura popolare siciliana: il carretto. Non un semplice mezzo di trasporto, ma una tela in movimento, capace di raccontare miti, battaglie e scene di vita quotidiana attraverso colori accesi e decorazioni minuziose. Da questa suggestione nasce l’idea di trasformare lo scooter più rappresentativo del marchio in qualcosa di simile: un veicolo che porta con sé storie, non solo passeggeri.
Cinabro Carrettieri: la bottega di Ragusa Ibla scelta da TVS
La scelta della bottega non è casuale. Damiano Rotella e Biagio Castilletti lavorano a Ragusa Ibla custodendo un sapere fatto di gesti precisi, pigmenti naturali e pennelli con pelo di bue. Negli anni, il loro lavoro ha attirato l’attenzione di Dolce & Gabbana, Bialetti, Smeg e Birra Messina. Li ha fotografati Steve McCurry. Eppure continuano a lavorare nella stessa bottega, con lo stesso metodo e lo stesso silenzio di sempre.
Affrontare lo scooter non è stato come decorare un carretto. La sfida era diversa: confrontarsi con un oggetto nato per muoversi nel presente, studiarne le superfici curve, capire come la luce potesse scivolare sulla carrozzeria in movimento.
«Volevamo che la pittura non si limitasse a decorarlo, ma che dialogasse con esso» — spiega il Maestro Rotella — «Che ogni scooter raccontasse una storia diversa, ma che insieme potessero esprimere qualcosa di più grande: il viaggio, la Sicilia, le sue radici culturali profonde e la sua bellezza che continua a sorprendere.»
Tre interpretazioni, tre anime della Sicilia
Il risultato è un trittico di opere d’arte su due ruote, ciascuna ispirata a un’anima diversa dell’isola.
Il primo Jupiter 125 porta il vocabolario visivo del carretto catanese: foglie d’acanto, motivi floreali e frutti esplodono in una composizione vibrante. Sui fianchi, due scene dell’Opera dei Pupi riportano i Paladini di Francia in battaglia.
Il secondo si ispira alla ceramica settecentesca di Caltagirone: verdi, gialli e blu — colori di un giardino mediterraneo sotto il sole d’agosto — accompagnano motivi ornamentali e paesaggi senza tempo.
Il terzo affonda nel Barocco siciliano più solenne: cartocci, mascheroni e grifi si intrecciano in una composizione dominata dalla profondità della lacca di garanza. È l’arte nata dalle macerie del terremoto del 1693, quella che trasformò la distruzione in palazzi di pietra dorata.
Un percorso che comincia da qui
“Art on Wheels” non è un episodio isolato. TVS Motor Italia lo presenta come il primo passo di un percorso più lungo: un programma di incontri tra tecnologia e cultura, tra innovazione e tradizione, pensato per radicarsi nel tessuto culturale italiano. Un posizionamento che esce dagli schemi canonici del mondo delle due ruote per dialogare con l’identità più profonda del Paese.
Perché la mobilità, secondo il brand, non è solo una questione di motori. È anche emozione, narrazione, bellezza. Da portare con sé, ovunque la strada conduca.




