Rottamazione quinquies 2026: la guida per sanare i debiti fiscali
La nuova Rottamazione quinquies entra nel vivo. Grazie alla Legge di Bilancio 2026, i contribuenti possono finalmente regolarizzare le pendenze affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2023. Confconsumatori scende in campo per guidare i cittadini in questo labirinto burocratico. L’obiettivo della misura è abbattere drasticamente sanzioni e interessi, offrendo un piano di rientro sostenibile e dilazionato nel tempo.
Perimetro d’azione: quali debiti rientrano
L’agevolazione copre una vasta gamma di carichi pendenti. Rientrano nel beneficio le imposte derivanti dai controlli dell’Agenzia delle Entrate e i contributi previdenziali Inps. La sanatoria include anche le multe per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture. Una novità importante riguarda chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni o dal “saldo e stralcio”. Anche questi soggetti possono ora presentare una nuova istanza per rientrare nei benefici.
Scadenze e proroghe per le isole
Il calendario fiscale fissa il termine ultimo per la domanda al 30 aprile 2026. L’istanza deve viaggiare esclusivamente online sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Tuttavia, il Governo ha previsto una deroga per i territori colpiti dal ciclone Harry. I residenti in Sicilia, Sardegna e Calabria possono inviare la richiesta entro il 31 luglio 2026. Questa proroga, introdotta dal DL n. 25 del 27 febbraio 2026, tutela chi ha subito danni materiali agli immobili.
Rateizzazione in nove anni e modalità di saldo
Lo Stato concede una flessibilità senza precedenti per il versamento delle somme. Il contribuente può scegliere il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026. In alternativa, è possibile optare per una rateizzazione fino a 54 rate bimestrali. Questo piano permette di estinguere il debito in nove anni, con l’ultima scadenza fissata al 31 maggio 2035. Come indicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il rispetto delle scadenze è tassativo per non perdere i vantaggi.
Come evitare la decadenza dal beneficio
Gestire il piano di rientro richiede estrema precisione. Il mancato pagamento di una sola rata comporta infatti la perdita immediata della definizione agevolata. Confconsumatori ricorda che i primi tre versamenti scadono tra luglio e novembre 2026. È fondamentale monitorare costantemente la propria area riservata sul sito della riscossione.




