Mancano pochissimi giorni alla scadenza cruciale per milioni di famiglie italiane. Entro la fine di febbraio, è necessario aggiornare l’ISEE 2026 per garantire la continuità del pagamento dell’Assegno Unico e Universale con l’importo pieno. Senza questo passaggio, il sostegno economico subirà una drastica riduzione d’ufficio.
Cosa succede dal 1° marzo?
Sebbene la domanda di Assegno Unico si rinnovi automaticamente dal 2023, il calcolo della cifra spettante dipende esclusivamente dal valore dell’indicatore economico del nucleo (ISEE).
- Entro il 28 febbraio: Se si presenta la DSU aggiornata entro questa data, l’INPS continuerà a versare l’importo corretto basato sulla propria fascia di reddito.
- Dopo il 28 febbraio: In assenza di un ISEE valido, l’Istituto applicherà automaticamente l’importo minimo, pari a circa 58,30 euro per figlio. Una perdita considerevole, se si pensa che la quota massima rivalutata per il 2026 può toccare i 201 euro mensili per ogni minore.
Nota bene: Per le mensilità di gennaio e febbraio 2026, l’INPS ha utilizzato come riferimento l’ISEE 2025. Eventuali conguagli derivanti dalla nuova attestazione saranno liquidati a partire da marzo.
La “finestra di salvataggio” del 30 giugno
Per chi non dovesse riuscire a rinnovare l’ISEE entro fine febbraio, la normativa prevede una seconda possibilità, ma con scadenze perentorie:
- Recupero Arretrati: Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, il contribuente otterrà non solo l’adeguamento dell’assegno dal mese successivo, ma anche il versamento di tutti gli arretrati maturati a partire da marzo.
- Il rischio del ritardo estremo: Chi presenta la DSU dopo il 30 giugno vedrà l’assegno adeguato alla propria situazione economica solo per il futuro. In questo caso, tutte le somme non percepite tra marzo e giugno andranno perse definitivamente.
Riepilogo operativo per le famiglie
| Scadenza | Effetto sull’Assegno Unico |
| 28 Febbraio 2026 | Termine per ricevere l’importo pieno senza interruzioni. |
| 30 Giugno 2026 | Ultima chiamata per ottenere gli arretrati da marzo in poi. |
| Dopo il 30 Giugno | Importo adeguato ma nessun arretrato riconosciuto. |
Cosa fare subito
Per non incorrere nel taglio del sussidio, è necessario trasmettere la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) attraverso i centri di assistenza fiscale (CAF), i professionisti abilitati o direttamente sul portale INPS tramite lo strumento dell’ISEE precompilato. È inoltre fondamentale segnalare tempestivamente all’Istituto qualsiasi variazione del nucleo familiare (nuove nascite, figli diventati maggiorenni o variazioni nella disabilità) per evitare errori nei pagamenti.




