Si allarga la platea dei beneficiari per l’incentivo all’autoimpiego previsto dal Decreto Coesione. L’Inps ha confermato che il sussidio mensile da 500 euro è ufficialmente accessibile anche ai liberi professionisti under 35. La misura, pensata per sostenere le nuove Partite IVA, punta a favorire la nascita di attività nei settori chiave della modernizzazione economica.
L’agevolazione può garantire un supporto economico fino a 18.000 euro distribuiti in un triennio, rappresentando una boccata d’ossigeno fondamentale per chi affronta i costi di avvio della libera professione.
I requisiti: chi può accedere al bonus
Per beneficiare del contributo, il richiedente deve possedere specifici requisiti al momento dell’apertura della Partita IVA:
- Età: Non aver ancora compiuto il 35° anno di età.
- Stato occupazionale: Risultare formalmente in stato di disoccupazione alla data di inizio dell’attività.
- Finestra temporale: Il bonus copre le attività nate tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Settori ammessi: focus su innovazione e ambiente
Il legislatore ha limitato l’accesso ai soli settori definiti “strategici”. L’attività professionale deve quindi essere riconducibile a:
- Innovazione tecnologica: Sviluppo di nuove soluzioni e ricerca.
- Transizione digitale: Servizi informatici, digitalizzazione e nuove tecnologie.
- Transizione ecologica: Progetti legati alla sostenibilità e all’economia circolare.
Entità del contributo
L’incentivo è strutturato come un assegno costante nel tempo:
- Quota mensile: 500 euro.
- Durata massima: 36 mesi (3 anni).
- Totale erogabile: Fino a 18.000 euro complessivi.
Presentazione della domanda: finestra attiva fino al 2 marzo
Per i soli liberi professionisti, l’Inps ha previsto una finestra temporale dedicata per l’invio delle istanze.
- Scadenze: Il servizio è attivo dal 31 gennaio e si chiuderà il 2 marzo 2026.
- Canale telematico: La domanda va inoltrata esclusivamente online attraverso il sito ufficiale dell’Istituto.
- Percorso: Una volta effettuato l’accesso con SPID, CIE o CNS, bisogna navigare fino alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e selezionare la voce relativa all’incentivo del Decreto Coesione.
Consiglio del giornalista: Data la specificità dei settori ammessi, è opportuno verificare che il proprio codice ATECO sia coerente con le finalità del decreto prima di inviare l’istanza, per evitare rigetti formali.




