Buone notizie per le famiglie italiane sul fronte del sostegno alla natalità. L’INPS, attraverso la recente circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, ha confermato la continuità dell’Assegno Unico e Universale (AUU) anche per l’anno in corso, introducendo importanti aggiornamenti legati al costo della vita.
Ecco tutto quello che c’è da sapere su scadenze, pagamenti e nuovi massimali.
Niente burocrazia per chi è già beneficiario
Per chi ha già una pratica attiva e regolarmente approvata (stato “accolta”), non è necessario inoltrare una nuova istanza. L’erogazione proseguirà d’ufficio, semplificando la vita ai genitori. L’obbligo di presentare una nuova domanda scatta esclusivamente se la precedente è stata revocata, respinta o se è decaduta nel corso del tempo.
Rivalutazione ISTAT: assegni più pesanti dell’1,4%
L’adeguamento all’inflazione porta un leggero incremento nelle tasche delle famiglie. In base ai dati ISTAT, sia le soglie ISEE che le quote dell’assegno sono state rivalutate dell’1,4%.
- Decorrenza: i nuovi parametri sono già operativi da gennaio 2026.
- Confronto pagamenti: gli importi aggiornati, comprensivi dei conguagli per i primi mesi dell’anno, saranno effettivamente liquidati a partire dalle mensilità di marzo 2026.
Il nodo ISEE: attenzione alla scadenza di giugno
Sebbene la domanda sia automatica, il calcolo della cifra spettante dipende esclusivamente dall’aggiornamento dell’indicatore economico.
- Da marzo 2026: se non viene presentata una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida per l’anno in corso, l’INPS pagherà solo la quota minima.
- Recupero arretrati: c’è tempo fino al 30 giugno 2026 per mettersi in regola. Chi invia l’ISEE entro questa data otterrà il ricalcolo e il versamento degli arretrati maturati a partire da marzo. Oltre tale termine, si perderanno le somme pregresse e l’assegno verrà adeguato solo dal mese di presentazione.
In sintesi: cosa fare ora?
Se la tua situazione familiare non è cambiata, assicurati solo di aggiornare l’ISEE presso il tuo CAF di fiducia o tramite il portale INPS entro la fine del mese per garantire la continuità dei pagamenti pieni già dalla primavera.




