“Il comparto economico siciliano è allo stremo. Dopo il ciclone ‘Harry’, la frana di Niscemi e le devastanti ondate di maltempo che si sono sommate a una siccità senza precedenti, non basta più parlare di ristori post-danno: serve ossigeno immediato per evitare il collasso definitivo delle nostre aziende agricole, artigiane e commerciali ma anche dei singoli nuclei familiari”. Lo dichiara l’On.
Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’ARS e primo firmatario di due emendamenti al DDL n.1030/A stralcio III mirato al sostegno concreto dell’economia siciliana relativo all’emergenza causata dal ciclone Harry.
Il provvedimento, condiviso dal gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana e dai presidenti della III e VI Commissione, Gaspare
Vitrano e Giuseppe Laccoto, punta a snellire i vincoli burocratici che rischiano di soffocare le imprese già duramente colpite dalle calamità. Un vero segnale di vicinanza a imprese e famiglie siciliane duramente colpite dagli eventi calamitosi in particolare al Comune di Niscemi. Emendamenti che hanno visto il parlamentare ibleo primo firmatario. Grazie a questi interventi – spiega l’On.Abbate –
viene disposta la sospensione dei termini di prescrizione dei contributi previdenziali e assistenziali per le imprese operanti nelle zone colpite, nonché la sospensione delle rate di mutui e finanziamenti bancari, senza applicazione di interessi o mora, fino al 31 dicembre 2026”.
Un provvedimento che si inserisce nel quadro delle misure straordinarie conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza
deliberata dal Consiglio dei Ministri e che punta a garantire ossigeno finanziario a chi sta affrontando le conseguenze economiche dei gravi eventi atmosferici. L’On. Abbate ha chiesto al Governo Regionale un intervento tempestivo su entrambi i fronti critici ovvero la proroga automatica del DURC estesa al 31 dicembre 2026 per tutte le aziende in scadenza, ricalcando il modello adottato
durante l’emergenza Covid poiché senza di essa migliaia di imprese perderanno la regolarità entro febbraio, restando tagliate fuori da gare pubbliche, pagamenti e aiuti europei.
È un paradosso burocratico che dobbiamo scongiurare. L’altro fronte riguarda il blocco temporaneo di mutui, leasing e prestiti presso gli istituti di credito. Con le produzioni azzerate dai disastri naturali, le aziende non hanno liquidità per onorare le scadenze. Lo stop alle rate è il salvagente necessario per non farle affondare sotto il peso dei debiti”.




