Ragusa – L’inaspettata violenza con cui il ciclone Harry ha colpito anche il Ragusano e la frana ancora in corso a Niscemi, hanno acceso un dibattito molto acceso tra la popolazione del Comune capoluogo. Opinioni a confronto e punti di vista empirici non avallati da fondamenta scientifiche vedono da una parte chi teme il pericolo rappresentato dalle cavità esistenti sotto l’abitato e dall’altra chi si sente rassicurato dal fatto che la città post terremoto del 1693 poggia sulla roccia. A cercare di portare chiarezza sulla questione una interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri del PD Peppe Calabrese, Giuseppe Podimani e Mario Chiavola, che nella loro nota stampa avvertono ” basta illusioni di sicurezza, servono prevenzione e monitoraggio”.
Queste le loro considerazioni riportate nell’atto ispettivo presentato. “Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Ragusa ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare piena chiarezza sullo stato del monitoraggio e delle misure di prevenzione del rischio di cedimenti nelle aree urbane interessate da latomie e fenomeni carsici.
L’iniziativa, firmata dai consiglieri Peppe Calabrese, Giuseppe Podimani e Mario Chiavola, nasce anche per contrastare una convinzione diffusa ma fuorviante: l’idea che Ragusa sia “al sicuro” perché costruita sulla roccia. In realtà il substrato carsico, a contatto con l’acqua, nel corso dei secoli subisce fenomeni di dissoluzione che hanno portato proprio alla formazione delle latomie su cui oggi insistono edifici, infrastrutture e servizi pubblici.
“Non siamo semplicemente sopra la roccia – sottolineano i consiglieri del PD – ma sopra un sistema complesso di cavità, fratture e vuoti che nel tempo possono evolvere e aggravarsi, soprattutto in presenza di infiltrazioni d’acqua ed eventi meteorologici estremi sempre più frequenti”.
Con l’interrogazione si chiede al sindaco se siano stati effettuati monitoraggi aggiornati, se l’Amministrazione fosse a conoscenza della rottura di alcuni vetrini di controllo installati nelle latomie, quali interventi di prevenzione o consolidamento siano stati realizzati negli ultimi anni e se siano state attivate risorse finanziarie dedicate. Si propone inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con geologi, Protezione civile ed enti di ricerca.
“Non vogliamo attendere l’ennesimo disastro annunciato – conclude il gruppo consiliare – la sicurezza dei cittadini impone programmazione, prevenzione e trasparenza, non rassicurazioni superficiali”. (da.di.)




