Modica – È stata inaugurata oggi, mercoledì 3 dicembre, alle ore 18:00, all’interno del Commissariato della Polizia di Stato di Modica “Una Stanza Tutta per Sé”, uno spazio dedicato all’ascolto protetto delle vittime di violenza e delle persone vulnerabili.
L’ evento ha visto la partecipazione del Questore di Ragusa, Marco Giambra, della Presidente del Soroptimist Club di Ragusa, Maria Pia Iacono, e delle massime autorità civili e militari della provincia e del Comune di Modica.

“La realizzazione della stanza tutta per sè – ha detto il Questore Giambra – nasce da un protocollo d’intesa siglato a livello nazionale tra la Polizia di Stato in particolare la Direzione Centrale Anticrimine e Soroptimist International d’Italia. Lo scopo è quello di creare all’interno degli uffici di polizia, quindi Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri dei luoghi, delle stanze particolarmente accoglienti per le vittime di abusi e di persone vulnerabili affinchè si possono sentire a suo agio, in un ambiente familiare nei momenti in cui narrano la vicenda che li ha riguardati. La realizzazione di questa stanza segue quella già inaugurata presso la Compagnia dei carabinieri di Modica ed è la dimostrazione concreta che la violenza di genere non coinvolge solo le vittime, la magistratura ma tutta la comunità”.

La presidente Maria Pia Iacono del Soroptimist di Ragusa ha ringraziato il Questore di Ragusa, Marco Giambra, il dott. Lorenzo Cariola, dirigente del Commissariato di Modica, che ha creduto in questo progetto e alle Forze dell’Ordine tutte per la collaborazione, definendo la stanza come “uno spazio familiare dove chi ha bisogno di aiuto potrà recarsi e parlare degli abusi subiti”.
Il Sindaco di Modica, Maria Monisteri, ha espresso vivo plauso per la realizzazione della stanza: “Un grazie a nome della città – ha detto il sindaco Monisteri – per la realizzazione di questa stanza. Questo è il mio pensiero ma porto anche il pensiero della Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, che mi ha delegato perchè per lei oggi era impossibile essere qui con noi”.













