La Rottamazione Quinquies inserita nella Legge di Bilancio 2026 è stata accolta con scetticismo dalla Lega, che la ritiene troppo restrittiva rispetto alle intenzioni iniziali. A causa della mancanza di coperture finanziarie, la misura ha subito diverse riduzioni: la durata massima è passata da 10 a 9 anni, le rate da 120 mensili a 54 bimestrali e la decadenza scatta dopo sole due rate non pagate (anche non consecutive).
Non potendo incidere sulla durata e sul numero delle rate, il partito di Matteo Salvini mira ad ampliare la platea dei beneficiari con emendamenti mirati.
Obiettivo Lega: sanare i vizi formali
Secondo quanto trapelato, la principale ipotesi di modifica riguarda la possibilità di far rientrare nella sanatoria i contribuenti che hanno ricevuto un accertamento per vizio di forma.
- Accertamenti sostanziali esclusi: I contribuenti con accertamenti per evasione (dichiarazione omessa o infedele) sono attualmente esclusi dalla Quinquies.
- Accertamenti per vizio di forma inclusi: La Lega vorrebbe aprire uno spiraglio per chi è stato sanzionato a causa di un errore formale che, pur costituendo una violazione, non incide sulla determinazione o sul versamento dell’imposta dovuta. Un esempio tipico è la presentazione della dichiarazione su modelli non conformi. Questi vizi non sono generalmente commessi da evasori seriali, e la loro inclusione permetterebbe a questi contribuenti di rimettersi in regola.
Punti critici e ulteriori modifiche auspicate
Oltre all’ampliamento della platea, la Lega e altri osservatori evidenziano altri aspetti della sanatoria che andrebbero corretti:
- Interessi elevati: La previsione di interessi sulle dilazioni al 4% (il doppio rispetto al 2% applicato dalla Rottamazione Quater e pari al tasso legale 2025) rende la Quinquies meno conveniente. È auspicabile un intervento per ridurre questo tasso.
- Passaggio tra sanatorie: Attualmente, i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione Quater e sono in regola con i pagamenti non possono accedere alla Quinquies. La Quinquies offre una dilazione più lunga (fino a 9 anni contro i 5 della Quater), che risulterebbe più vantaggiosa per alleggerire l’importo delle rate. Si rende necessario un meccanismo che consenta il passaggio tra le due misure per chi lo desidera.




