ROMA – ’’Il Governo chiarisca con urgenza in quale fase della distribuzione è prevista la vaccinazione del personale che assiste in casa anziani, malati e disabili. Il Piano approvato non fa esplicito riferimento alla figura delle ‘badantì che, al contrario, sia per tipologia di mansioni che per fattore di rischio dovrebbero essere equiparate agli operatori delle Rsa o a quelli socio sanitari tra le categorie che riceveranno il vaccino anti Covid in via prioritaria’’. E’ quanto afferma in una nota Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.’’Parliamo di circa 1 milione di lavoratori – prosegue – che ogni giorno operano a strettissimo contatto con le persone più vulnerabili e a rischio di contagio: gli anziani ed i malati, ovvero coloro che giustamente saranno vaccinati in via prioritaria, così come a nostro avviso dovrebbe essere previsto per chi li assiste.
Stesso ragionamento per le baby sitter: il Piano strategico non le cita direttamente seppur nella quotidianità svolgano un lavoro assimilabile a quello degli insegnanti e del personale scolastico’’.’’In assenza di indicazioni precise – conclude il presidente di Assindatcolf – riteniamo che i domestici possano rientrare al massimo tra le categorie previste nella Fase 2. Relegarli oltre, ad esempio tra gli addetti dei ‘servizi essenzialì (commessi di negozi alimentari, ecc.) e dei settori a rischio previsti nella Fase 3 della campagna, significherebbe farli accedere al vaccino tra luglio e settembre, veramente troppo tardi! Al nostro appello, lanciato già nel mese di novembre, si è aggiunto anche quello delle organizzazioni europee del settore, tra cui la Federazione Europea dei Datori di Lavoro Domestico, Effe, che lo scorso 14 dicembre hanno inviato un’analoga richiesta alla Commissione Europea chiedendo un accesso prioritario al vaccino per il personale impegnato nell’assistenza a domicilio’’.


![Oggi questa foto da migliorare a corredo di questo articolo [La politica vittoriese vive ore di fortissima attesa. Il nome di Salvo Sallemi è balzato in pole position per la guida del Ministero del Turismo. La poltrona di Daniela Santanchè a via Villa Ada è ufficialmente vuota. La premier Giorgia Meloni accelera ora per definire la successione. Tra i profili più accreditati emerge con forza quello del senatore ibleo. L'esponente di Fratelli d'Italia rappresenta infatti una figura chiave per l'equilibrio della maggioranza di governo. Sallemi a La Sicilia: "Contento che il mio partito mi consideri" Il senatore di Vittoria mantiene un profilo istituzionale e cauto. "Non ho saputo nulla fino adesso", dichiara Sallemi in un'intervista rilasciata al quotidiano La Sicilia. "Ma sono contento di essere stato inserito in questo totonomi", aggiunge con pragmatismo. Egli si definisce un militante storico sempre a disposizione del proprio partito. La sua fedeltà alla linea di Palazzo Chigi appare incrollabile in questa delicata fase di rimpasto. Salvo Sallemi: il volto di Vittoria a Roma L'avvocato quarantanovenne siede a Palazzo Madama dal 2022. Sallemi ha lavorato intensamente nelle commissioni Giustizia e Antimafia. La sua nomina garantirebbe un raccordo fondamentale con le istanze del Sud Italia. Il senatore proviene dal ragusano, un’area che vive una crescita turistica senza precedenti. La sua esperienza territoriale compenserebbe la mancanza di incarichi specifici nel settore. Classe 1977, Sallemi siede al Senato dal 2022. La sua ascesa politica riflette una militanza storica e coerente tra le fila di Fratelli d'Italia. A Roma, il senatore ha saputo distinguersi per il suo impegno costante. Egli opera infatti all'interno delle prestigiose commissioni Giustizia e Antimafia. In questi contesti, Sallemi ha dimostrato una preparazione tecnica e giuridica di alto livello. Un ponte tra il Governo e le istanze del Sud L'eventuale nomina ministeriale di Sallemi garantirebbe un raccordo diretto con il Meridione. Il Governo Meloni troverebbe in lui un interprete autentico delle necessità siciliane. Sallemi incarna la voce di un territorio che chiede infrastrutture e sviluppo. La sua presenza nell'esecutivo sarebbe un segnale di forte attenzione verso l'Isola. Egli conosce profondamente le dinamiche dello sviluppo locale e delle piccole medie imprese. Il "modello Ragusa" come biglietto da visita Il senatore proviene da un’area geografica simbolo del riscatto turistico siciliano. Sebbene Sallemi non vanti incarichi tecnici pregressi nel turismo, la sua forza risiede proprio qui. Egli porta con sé l'esperienza di chi ha visto trasformare la propria terra. Dalla professione forense alla sfida ministeriale La carriera di Salvo Sallemi affonda le radici nella professione legale. Questo background gli conferisce una rara capacità di analisi delle norme complesse. Da avvocato a senatore, il passo è stato segnato dal consenso dei cittadini iblei. Oggi, la sfida del Ministero del Turismo appare come il coronamento di un lungo percorso. Per Vittoria e per l'intera provincia di Ragusa, avere un proprio esponente in via Villa Ada sarebbe un evento storico.] mi serve titolo, alt text, didascalia, descrizione Ecco un set completo e professionale di titolo, alt text, didascalia e descrizione per accompagnare l’articolo e la foto che hai caricato. Li ho formulati in stile editoriale, neutro e istituzionale, perfetti per un quotidiano online. 📰 Titolo suggerito Salvo Sallemi in pole position per il Ministero del Turismo: cresce l’attesa a Vittoria 🖼️ Alt text (accessibilità) Ritratto del senatore Salvo Sallemi in abito formale, fotografato all’esterno di un edificio istituzionale.](https://www.quotidianodiragusa.it/wp-content/uploads/2026/03/Salvo-Sallemi-in-pole-position-per-il-Ministero-del-Turismo-cresce-lattesa-a-Vittoria-120x86.webp)

