Con la stagione estiva ormai nel vivo, l’associazione lancia una guida per i turisti già presenti sull’isola: “Attenti ai falsi salvataggi. Ecco le 4 regole per non danneggiare gli animali del territorio”. Le vacanze estive sono ormai entrate nel vivo e la Sicilia sta registrando la consueta e massiccia affluenza di visitatori. Con il picco delle presenze turistiche sul territorio, tuttavia, aumenta anche il rischio di interferenze inconsapevoli con la fauna canina locale. Per questo motivo, la sede territoriale di LAV Ragusa diffonde un appello urgente e una guida pratica rivolta ai turisti per promuovere un comportamento davvero rispettoso dei cani liberi accuditi.
In Sicilia, la Legge Regionale tutela espressamente i cani di quartiere e i cani liberi sterilizzati, microchippati e monitorati sul territorio. Per questi animali, l’ambiente locale rappresenta la propria casa e il branco la propria famiglia. Purtroppo, proprio in queste settimane di gran flusso turistico, interventi dettati da buone intenzioni ma da una scarsa conoscenza della realtà locale rischiano di provocare danni irreparabili.
«Spinti dal desiderio di aiutare, molti turisti finiscono per sradicare un animale dal suo ambiente o per allertare inutilmente le autorità», spiegano i volontari di LAV Ragusa. «Questo significa spesso condannare a una reclusione ingiustificata in canile cani che da anni vivono liberi, sani e perfettamente integrati nel loro contesto».
Per evitare azioni dannose durante il soggiorno, LAV Ragusa invita tutti i visitatori a memorizzare 4 regole fondamentali:
Nessuna geolocalizzazione sui social: indicare la posizione esatta di un cane libero lo espone al rischio di malintenzionati o a catture ingiustificate.
Non chiamare la Polizia Municipale per animali sani e tranquilli: segnalazioni improprie costringono le autorità a intervenire, col rischio di accalappiare soggetti che vivono in armonia sul territorio.
Osservare senza pregiudizi: un cane magro o schivo non è automaticamente un animale abbandonato o maltrattato. È importante imparare a distinguere un cane libero da un animale in reale difficoltà. No ai prelievi “fai-da-te”: non bisogna “salvare” o caricare in auto cani che hanno già riferimenti e accudimento sul territorio per portarli fuori regione o al Nord. Sradicarli equivale a privarli della loro libertà.
Quando e come intervenire? LAV Ragusa precisa che le autorità locali (come i comandi di Polizia Municipale) vanno allertate esclusivamente se si nota un cane visibilmente ferito, malato o in situazioni di immediato pericolo. «Auguriamo a tutti buone vacanze nella nostra terra», conclude l’associazione, «e invitiamo chiunque si trovi in Sicilia a rispettare le leggi regionali, la natura e la vita degli animali che la popolano».



