Il meteo della prossima settimana segna una rottura netta rispetto alla stabilità di questi giorni. Secondo le previsioni di IlMeteo.it, tra il 13 e il 15 aprile 2026 due distinti vortici depressionari convergeranno sull’Italia in rapida successione, trascinando correnti fredde dal Nord Europa e innescando una fase di maltempo diffuso con piogge, temporali, rischio grandine e neve abbondante sulle Alpi.
Il cambiamento sarà netto: da temperature che hanno sfiorato i 26-27°C nell’entroterra nel corso di questa settimana, si passerà a condizioni tipicamente primaverili e instabili, con un calo termico sensibile soprattutto nelle regioni settentrionali.
Due vortici in sequenza: il primo porta temporali con grandine, il secondo è più intenso
Il primo sistema depressionario si approfondirà sui mari italiani tra lunedì 13 e martedì 14 aprile, con precipitazioni concentrate al Nord e sui settori tirrenici. Le previsioni segnalano condizioni per lo scoppio dei primi forti temporali della stagione: i contrasti tra masse d’aria di origine diversa — fredda dal Nord Europa, più calda e umida sul Mediterraneo — creano le condizioni ideali per fenomeni violenti, con rischio concreto di grandine. Sulle Alpi centro-occidentali la neve tornerà a cadere in modo abbondante al di sopra dei 1.600-1.800 metri di quota.
Ma il quadro più critico si delinea da mercoledì 15 aprile, quando è atteso un secondo vortice, definito dagli esperti «ben più intenso» del precedente. Questo fronte sarà alimentato da correnti molto instabili che dalla Porta del Rodano — il corridoio atmosferico tra le Alpi e il Massiccio Centrale francese, classica autostrada delle perturbazioni atlantiche verso il Mediterraneo — si spingeranno fino al bacino del Mar Tirreno. Nuove piogge e temporali interesseranno ancora il Nord e parte dei settori tirrenici, accompagnati da nevicate copiose sulle montagne.
L’incertezza cresce guardando oltre il 16 aprile: al momento, secondo IlMeteo.it, non si può escludere l’apertura di un «canale perturbato» nel quale potrebbero affluire «intense perturbazioni di origine nord atlantica verso l’Europa occidentale e l’Italia», prolungando l’instabilità fino alla fine del mese.
Il contesto climatico di riferimento è quello degli aprili degli ultimi anni, caratterizzati da una marcata variabilità. Secondo i dati del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, aprile è tradizionalmente uno dei mesi con la più alta frequenza di eventi temporaleschi sul territorio nazionale, con una media di 15-20 giorni di precipitazione su base mensile nelle aree più esposte del Nord-Est e dell’Appennino. Le grandinate primaverili, in particolare, tendono a essere più frequenti e intense quando masse d’aria fredda polare interagiscono con aria già calda e umida preesistente al suolo — esattamente lo scenario descritto per i prossimi giorni.
Per chi deve spostarsi o pianificare attività all’aperto, il consiglio degli esperti è di monitorare gli aggiornamenti giorno per giorno: la precisione delle previsioni oltre le 72 ore resta limitata, e l’evoluzione dei due vortici potrà subire variazioni anche significative nelle prossime ore.



