Ragusa ha riabbracciato il suo Patrono con il rito solenne della “scinnuta”, dando ufficialmente il via alle celebrazioni per San Giorgio Ragusa 2026. Domenica sera, all’interno del Duomo di Ibla, i fedeli hanno assistito alla traslazione della statua equestre dalla nicchia abituale fino all’abside, accompagnata dalla triplice acclamazione rituale. Il parroco don Giuseppe Antoci ha guidato la comunità in questo primo atto simbolico che anticipa la festa esterna in programma per i giorni 29, 30 e 31 maggio.
Il cerimoniale ha previsto la vestizione del simulacro con gli attributi iconografici storici, tra cui la lancia d’argento — manufatto donato nel 1896 dai fedeli di San Giovanni — e le staffe. Insieme al Santo, è stata traslata l’Arca Santa, il prezioso scrigno che custodisce oltre cento reliquie, incluse quelle della beata Madre Candida dell’Eucaristia e di Santa Teresina di Gesù Bambino. La serata si è conclusa con la tradizionale “ballariata” all’interno delle navate, sulle note dell’organo maximum, prima dell’affaccio del simulacro sul sagrato per il saluto alla città.
San Giorgio Ragusa 2026: il calendario e i simboli della fede
Il percorso liturgico proseguirà con un appuntamento centrale fissato per il 23 aprile alle ore 19:00, giorno della memoria del martirio, quando si terrà la celebrazione ufficiale alla presenza delle autorità civili e militari. I membri del comitato organizzatore lavorano già da mesi per garantire la sicurezza e la riuscita dei festeggiamenti di maggio, che trasformano il quartiere barocco di Ibla in un palcoscenico a cielo aperto dove fede e folklore si fondono senza soluzione di continuità.
L’acclamazione “Truonu viva, Truonu viva, Truonu viva” ha riempito nuovamente le navate del Duomo progettato da Rosario Gagliardi, simbolo del Barocco del Sud-Est. Questo grido rappresenta un’appartenenza che si rinnova e un legame che attraversa i secoli, confermando come la figura del santo cavaliere sia un elemento cardine dell’identità sociale iblea. La danza rituale del simulacro sulle spalle dei portatori simboleggia il cammino condiviso della comunità sotto la protezione del martire.
Il valore storico e territoriale del culto di San Giorgio
La devozione per San Giorgio a Ragusa non è solo un fenomeno religioso, ma un asset fondamentale per il patrimonio immateriale della Sicilia. Il Duomo di San Giorgio, inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO dal 2002, funge da catalizzatore per migliaia di turisti che scelgono la città proprio in occasione di questi riti. Dati recenti del settore turistico indicano che gli eventi legati alle tradizioni patronali nel ragusano generano un incremento di presenze nelle strutture ricettive del 15% rispetto alla media stagionale, confermando l’impatto economico diretto sul territorio.
La “scinnuta” di quest’anno, avvenuta in pieno tempo pasquale, ha assunto un significato particolare, legando la figura del Santo al messaggio di rinascita della festività.



