La tradizione culinaria siciliana torna protagonista tra i banchi di scuola grazie alla Pasqua all’Istituto Principi Grimaldi di Modica. In questi giorni, i laboratori dell’indirizzo alberghiero si sono trasformati in una vera officina del gusto. Sotto la guida dei docenti, gli studenti hanno preparato i piatti simbolo del territorio ibleo, unendo la pratica professionale alla memoria storica. Non si è trattato di una semplice lezione, ma di un viaggio concreto nella cultura gastronomica locale per custodire un patrimonio prezioso.
Impanate e cassatelle: i simboli della festa in cucina
Le cucine dell’istituto si sono animate con i profumi tipici delle festività generazionali. I ragazzi hanno realizzato le classiche impanate di agnello e patate, proponendo anche la variante di Scicli a mezzaluna con riso e pangrattato. Accanto a queste preparazioni, non sono mancati i pastieri di carne e le immancabili cassatelle di ricotta. Il docente Giovanni Roccasalva ha spiegato il senso dell’iniziativa: “Quello che abbiamo fatto in questi giorni è molto simile a ciò che avviene nelle famiglie. Le tradizioni culinarie si tramandano di generazione in generazione, passando da nonni a genitori, e poi ai figli. Qui a scuola cerchiamo di ricreare proprio quel passaggio. I ragazzi non imparano solo a cucinare, ma entrano in contatto con una storia, con un’identità”.
Sostenibilità e recupero con il cucciddatu scaniatu
Un rilievo particolare ha assunto la preparazione del cucciddatu scaniatu, tipico della tradizione sciclitana. Questo piatto rappresenta una lezione fondamentale contro lo spreco alimentare, essendo nato storicamente dal recupero degli ingredienti avanzati. Il docente Giovanni Galesi ha sottolineato il valore educativo di questa scelta: “Il cucciddatu sciclitano è un esempio perfetto di cucina intelligente. Si realizza con ciò che resta, con gli ingredienti avanzati dalle altre preparazioni. Insegna ai ragazzi che in cucina non si butta via nulla. È una tradizione che nasce dalla necessità, ma che oggi diventa un valore educativo fondamentale”.
Un ponte tra memoria e futuro professionale
L’esperienza didattica ha permesso di coniugare tecnica e consapevolezza, come evidenziato dalla dirigente scolastica Claudia Terranova: “Gli studenti imparano tecniche, tempi, organizzazione del lavoro. Ma imparano anche il rispetto per il cibo, per le materie prime, per il territorio da cui provengono. La tradizione non viene conservata come qualcosa di statico, ma reinterpretata, vissuta, resa attuale”. Attraverso queste attività, il “Principi Grimaldi” conferma il suo ruolo nel formare professionisti consapevoli delle proprie radici.



