Una svolta drammatica scuote le indagini sul decesso di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Jelsi. Le due donne sono morte dopo lo scorso Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Sebbene inizialmente si ipotizzasse un’intossicazione alimentare, gli esami del sangue hanno rivelato tracce di ricina è il veleno letale che ha causato il decesso. Gli inquirenti ipotizzano adesso un duplice omicidio per avvelenamento, portando alla luce la pericolosità di questa fitotossina estratta dai semi del ricino.
Cos’è la ricina e come agisce sulle cellule
La ricina è una proteina tossica di origine vegetale estremamente potente. Essa viene estratta dalla pellicola interna del seme della pianta Ricinus communis, molto diffusa nei climi mediterranei. A differenza dell’olio di ricino, che non è tossico, la ricina pura risulta micidiale poiché è idrosolubile e agisce direttamente sui ribosomi. In sostanza, questa sostanza interrompe la sintesi proteica cellulare. Senza proteine, le cellule muoiono rapidamente, provocando in breve tempo il collasso degli organi vitali.
Sintomi e letalità: perché la ricina è il veleno perfetto
La pericolosità di questa tossina dipende dalla modalità di esposizione, ma il risultato finale è quasi sempre fatale. In caso di ingestione, come sospettato per il caso di Campobasso, i sintomi includono vomito, diarrea emorragica e insufficienza renale. Tuttavia, la particolarità che rende la ricina è il veleno preferito in alcuni contesti criminali è la difficoltà nel rilevarlo durante le autopsie. Inoltre, attualmente non esiste alcun antidoto specifico approvato per l’uso umano, rendendo l’esposizione spesso una condanna a morte entro 3-5 giorni.
Tra realtà storica e cultura pop
La sostanza è balzata agli onori della cronaca già in passato per casi di spionaggio internazionale. Alla fine degli anni ’70, il KGB la utilizzò per assassinare un giornalista bulgaro attraverso la punta modificata di un ombrello. Più recentemente, la serie TV Breaking Bad ha reso celebre questa citotossina naturale. Nella finzione, il protagonista Walter White spiegava: “La ricina è un veleno potentissimo, letale anche in piccole dosi, ed è molto difficile da rilevare durante l’autopsia”. Nella realtà, bastano appena 0,2 milligrammi per risultare letali.




