Ragusa – Il consigliere comunale di Ragusa, Federico Bennardo, è stato invitato dal Comitato europeo delle Regioni ad intervenire sul tema del Quadro finanziario pluriennale (Qfp) dell’Unione Europea per le annualità 2028-2034, rivolgendosi agli amministratori locali europei, con particolare attenzione alle nuove generazioni impegnate nelle istituzioni territoriali. L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare il dialogo tra Bruxelles e i territori, riconoscendo a regioni e città un ruolo attivo nella definizione delle politiche europee.
Bennardo ha spiegato come il Qfp rappresenti «la cornice strategica che definisce le priorità dell’Europa per i prossimi sette anni, in questo caso il periodo 2028-2034». Una programmazione che, secondo il consigliere, «non è un esercizio tecnico, ma un atto politico fondamentale, perché stabilisce dove l’Unione decide di investire e quali settori considera cruciali per il futuro». Bennardo ha distinto due livelli di priorità. Per quanto riguarda la Sicilia, ha sottolineato l’importanza di non ridurre le risorse destinate alla Politica agricola comune e alla Politica di coesione, poiché «si tratta di fondi essenziali indispensabili soprattutto per le politiche agricole – un settore identitario della nostra isola – e per gli investimenti territoriali che sostengono sviluppo, infrastrutture e servizi». Sul piano europeo, Bennardo ha indicato alcune priorità che, a suo avviso, emergono con forza dal dibattito attuale: «L’Europa deve colmare il divario con il resto del mondo in settori cruciali come l’autonomia strategica, la capacità produttiva, la competitività, la sicurezza e la difesa.
Sono ambiti che determineranno la posizione dell’Unione nello scenario globale dei prossimi decenni». Bennardo ha richiamato anche un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni europee, regionali e locali: l’accordo siglato nei giorni scorsi tra la Fua di Ragusa e la Regione Siciliana sull’utilizzo di una parte dei fondi del Programma Fesr 2021-2027, approvato dalla Commissione curopea. «Un risultato importante – ha dichiarato – che dimostra come i territori, quando coinvolti, siano capaci di programmare e utilizzare in modo efficace le risorse europee. È proprio da qui che nasce la legittima richiesta di un coinvolgimento sempre maggiore delle realtà locali nei processi decisionali dell’Ue».
Bennardo ha poi affrontato un tema istituzionale di grande attualità: il ruolo del Comitato europeo delle Regioni. «Oggi il Comitato ha un ruolo consultivo, ma non un potere incisivo nei confronti del Parlamento e della Commissione. Eppure, le decisioni prese a Bruxelles ricadono direttamente su regioni e città. È quindi necessario che gli enti locali siano intesi non solo come destinatari finali, ma come parte integrante del processo decisionale europeo». Il consigliere ha concluso sottolineando che «la distanza tra Europa e territori si riduce solo se le istituzioni locali vengono riconosciute come attori protagonisti. Le città e le regioni non sono spettatrici: sono il luogo in cui le politiche europee diventano realtà. Per questo è fondamentale che la voce dei territori sia sempre più presente a Bruxelles».



