Il corridoio lungo dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa oggi sembra più silenzioso. Padre Giorgio Occhipinti ha salutato ufficialmente la comunità sanitaria dopo anni di servizio instancabile. Il cappellano ha rappresentato un punto di riferimento saldo per i malati e le loro famiglie. La sua figura ha attraversato le corsie con una discrezione rara. Occhipinti non ha offerto solo sacramenti. Il sacerdote ha regalato ascolto profondo e conforto psicologico a chiunque bussasse alla sua porta. I medici e gli infermieri dell’ASP di Ragusa riconoscono in lui un’umanità straordinaria. Il suo impegno ha superato i confini del semplice dovere religioso.
L’Azienda Sanitaria Provinciale ha espresso un ringraziamento pubblico per la dedizione mostrata dal cappellano. La sensibilità di Padre Giorgio ha accompagnato i momenti più duri della vita ospedaliera ragusana. Il suo addio segna la fine di un capitolo importante per la pastorale della salute locale. Dal primo aprile il testimone passerà ufficialmente a un nuovo volto della Diocesi. Don Giuseppe Iacono assumerà infatti l’incarico di assistente religioso presso la struttura di via Alessandria.
La nomina della Diocesi di Ragusa e il nuovo corso
La Curia Vescovile ha scelto don Giuseppe Iacono per proseguire l’opera di assistenza spirituale. La decisione risponde alla necessità di garantire continuità in un luogo di sofferenza e speranza. L’ospedale moderno non vive di sole cure mediche. Il supporto morale resta un pilastro fondamentale per il benessere complessivo del paziente. La comunità accoglie il nuovo assistente con grande calore e aspettative. Don Iacono dovrà raccogliere un’eredità pesante ma ricca di frutti spirituali.

L’attività dei cappellani ospedalieri è regolata da precisi protocolli tra Stato e Chiesa. Questi accordi garantiscono il diritto dei cittadini all’assistenza religiosa durante il ricovero. Il Ministero della Salute riconosce da sempre il valore di questo supporto interdisciplinare. Anche la Diocesi di Ragusa sottolinea costantemente l’importanza della vicinanza fisica ai sofferenti. Il passaggio di consegne tra Occhipinti e Iacono avviene in un clima di profonda gratitudine collettiva.




