Modica – Si sono celebrate oggi a Modica le esequie di Marta Pediglieri, la giovane mamma morta a soli 41 anni dopo aver affrontato con estremo coraggio e dignità la stagione della malattia. La chiesa del Sacro Cuore, luogo simbolo della sua crescita spirituale, ha accolto una folla commossa di amici, parenti e semplici cittadini, testimoniando quanto il “sorriso disarmante” di Marta avesse lasciato il segno nel cuore della comunità.
Monsignor Salvatore Rumeo, Vescovo di Noto, pur non potendo presenziare fisicamente al rito funebre, ha voluto far sentire la sua paterna vicinanza con un messaggio carico di speranza e umanità, rivolto direttamente ai familiari: il marito Giorgio, i figli, i genitori e i parenti tutti.
Nel suo scritto, il Vescovo ha descritto Marta come una giovane donna che “amava la vita e la sua famiglia”, sottolineando come un’intera generazione di giovani modicani la ricordi per la sua vitalità contagiosa.
“La morte rimane sempre una pagina dolorosa da leggere e capire”, ha scritto Mons. Rumeo. “Porta lacrime e sofferenza, suscitando domande che trovano risposte solamente nella fede. Ma la memoria è vita, e la vita si celebra anche attraverso il ricordo delle orme lasciate su questa terra”.
Il messaggio episcopale ha ripercorso il legame indissolubile tra Marta e la parrocchia del Sacro Cuore: è tra quelle mura che la donna ha conosciuto il Signore e ha speso la sua giovinezza al servizio degli altri. Il Vescovo ha esortato i presenti a non disperdere l’eredità morale di Marta: L’esempio: prendere a modello il suo amore per Cristo e per la Chiesa. L’impegno: dire ogni giorno “sì” alla vita e all’amore, senza mai tirarsi indietro. La dedizione: un plauso speciale è stato rivolto alla famiglia, che ha accompagnato Marta nei momenti più difficili della malattia con “amore, affetto e premure quotidiane”.
Affidando l’anima di Marta al Signore, Monsignor Rumeo ha concluso il suo intervento con un abbraccio ideale alla famiglia e alla città, ricordando che la forza del “Buon Dio” è l’unico sostegno capace di trasformare il dolore in pace.
Modica saluta così una sua figlia prediletta, impegnandosi a mantenere vivo quel sorriso che, nonostante la sofferenza, non si è mai spento.



