Il Governo accelera sul piano per contenere i rincari, ma la strada è in salita. Tra tensioni internazionali e l’ombra di un’inflazione energetica che non accenna a calare, l’esecutivo sembra intenzionato a puntare su un nuovo bonus anti-rincari mirato, piuttosto che su un taglio generalizzato delle accise. La decisione finale è attesa tra due settimane, nel primo Consiglio dei Ministri post-pausa, mentre si monitorano gli effetti della crisi in Medio Oriente.
L’orientamento prevalente nei ministeri competenti è quello di evitare la “ricetta Draghi” del taglio lineare delle tasse sui carburanti. Secondo il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, quella misura costò circa un miliardo al mese senza frenare l’inflazione, premiando paradossalmente le fasce di reddito più alte.
La nuova linea prevede:
- Bonus per le famiglie: Interventi compensativi per nuclei con ISEE sotto i 15mila euro.
- Sostegno alle imprese: Sgravi fiscali per le aziende energivore e per quelle colpite dal blocco dell’export.
- Settore logistico: Aiuti specifici per l’autotrasporto.
Durissima la reazione delle opposizioni. La segretaria del PD, Elly Schlein, denuncia l’inerzia del governo di fronte a prezzi alla pompa che hanno già sfondato quota 2 euro.
“Gli italiani non possono pagare il conto delle guerre illegali di Trump e Netanyahu”, ha dichiarato Schlein, rilanciando con forza il meccanismo delle accise mobili.
L’idea è semplice: utilizzare l’extra-gettito IVA generato dal rincaro del petrolio per ridurre immediatamente le accise, restituendo ossigeno ai cittadini direttamente al distributore. Una linea che trova parziale sponda anche nel vicepremier Antonio Tajani, il quale non esclude una revisione delle accise pur predicando prudenza: “L’importante non è la fretta, ma fare bene e capire quanto durerà questa crisi”.
Il Codacons boccia senza appello l’ipotesi dei bonus, definiti “inutili palliativi” che non apportano benefici reali alla collettività. Secondo l’associazione, gli automobilisti stanno pagando un sovrapprezzo di 16,5 milioni di euro al giorno.
Contestata anche l’analisi di Urso sul precedente governo: per i consumatori, il taglio delle accise del 2022 portò a una riduzione immediata dell’inflazione di mezzo punto percentuale, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro.
In attesa del CDM italiano, gli occhi sono puntati sul Consiglio Europeo di giovedì. L’obiettivo è una linea comune del Vecchio Continente per calmierare i prezzi e rispondere in modo unitario alle fiammate causate dalle recenti tensioni tra Israele, USA e Iran.
Solo dopo il vertice e il monitoraggio degli impatti della crisi, il governo Meloni scoprirà le carte, probabilmente nella settimana successiva a quella dei referendum.



