Il prezzo del gasolio in autostrada torna a correre e supera quota 2 euro al litro. Secondo i dati aggiornati del Mimit, il self service passa da 1,983 euro di ieri a 2,009 euro di oggi, con un aumento che pesa 1 euro e 30 cent su un pieno da 50 litri. Anche la benzina continua a salire: se ieri aveva toccato 1,8 euro solo in autostrada, in Calabria e a Bolzano, oggi la soglia viene superata anche in Basilicata, Sicilia, Trento e Valle d’Aosta. Lo conferma l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori basata sulle medie regionali e autostradali calcolate dal Mimit.
Di fronte a questa nuova impennata, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, lancia un appello al Governo: “Va bloccata immediatamente questa escalation con un’iniziale riduzione delle accise di 10 centesimi, un intervento ragionevole e facilmente finanziabile, che riporterebbe i prezzi ai valori più o meno di 12 mesi fa e frenerebbe l’impennata. Non chiediamo la luna”, afferma.
Dona sottolinea anche la rapidità con cui i carburanti reagiscono alle tensioni internazionali: “Data la velocità con la quale si adeguano alle speculazioni in corso, va fatto subito, in settimana, prima che questi rincari inneschino una reazione a catena sull’inflazione. Altrimenti si rischia di dover intervenire come fece Draghi, con un abbattimento delle accise di 25 cent, 30,5 cent conteggiando anche l’Iva, ma con una perdita per l’erario di 1 miliardo al mese”.
Bollette: possibile intervento tra due settimane
Sul fronte energetico, Dona invita alla prudenza: “Per le bollette, considerato che saranno gli indici mensili di marzo come il Pun a farle decollare, si può ancora attendere una quindicina di giorni prima di agire, verificando che succede in Iran”.
E aggiunge: “Rispetto a quanto annunciato ieri da Arera, bene l’intervento sulla prossima stagione termica, ma è evidente che è il Governo che deve intervenire sulle bollette di marzo e aprile, soprattutto per l’elettricità, visto che i caloriferi saranno spenti dal 15 aprile e i consumi di gas sono ora relativamente bassi”.
Le regioni più care
Nella classifica dei carburanti più costosi, Bolzano guida sia per gasolio sia per benzina. Seguono Trento e Sicilia per il gasolio, mentre per la benzina il podio è completato da Calabria e Basilicata.
L’aumento dei carburanti non è solo un tema di mobilità: incide su trasporti, logistica e prezzi al consumo. Ogni rialzo prolungato rischia di alimentare l’inflazione, soprattutto in un periodo di incertezza geopolitica. Per questo le associazioni dei consumatori chiedono interventi rapidi e mirati, capaci di evitare un effetto domino sui costi delle famiglie e delle imprese.




