Nell’universo dell’Assegno Unico Universale, la quota base è solo la punta dell’iceberg. Esistono infatti dei “bonus nel bonus” che possono incrementare sensibilmente il bonifico mensile dell’INPS. Uno dei più rilevanti riguarda i nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano, ma qui si annida un’insidia burocratica legata alla NASpI (l’indennità di disoccupazione) che molti contribuenti ignorano.
Il paradosso della disoccupazione: NASpI vs Reddito da lavoro
La NASpI non cancella il diritto all’Assegno Unico, ma incide profondamente sulle sue maggiorazioni.
- Il problema: Secondo la normativa (D.Lgs. 230/2021), la maggiorazione per “genitori entrambi lavoratori” spetta solo se entrambi producono reddito da attività professionale (dipendente, autonomo o d’impresa).
- L’inghippo: L’indennità di disoccupazione è classificata come misura assistenziale e non come reddito da lavoro. Di conseguenza, finché un genitore percepisce la NASpI, il nucleo perde il diritto al bonus per la doppia occupazione.
Quando scatta il bonus da 400 euro?
Il diritto alla maggiorazione matura nel momento esatto in cui il genitore disoccupato inizia un nuovo impiego, sia esso part-time, full-time o autonomo. Non conta quanto si guadagna, ma la natura dell’entrata.
L’impatto economico: L’aumento massimo è di 34,90 euro al mese per ogni figlio, riservato alle famiglie con ISEE fino a 17.468,51 euro. Su base annua, parliamo di un beneficio extra che tocca i 418,80 euro. La cifra decresce poi gradualmente all’aumentare dell’ISEE, fino ad azzerarsi sopra la soglia dei 46.466,27 euro.
La “trappola” dei dati non aggiornati
Molte famiglie perdono questi soldi semplicemente perché non comunicano il cambiamento della propria condizione lavorativa. Se passi dalla NASpI a un nuovo contratto, l’INPS potrebbe non recepire immediatamente la variazione.
Cosa fare per non perdere il bonus:
- Aggiornare l’ISEE: È il primo passo fondamentale per riflettere la nuova situazione patrimoniale e reddituale.
- Verificare la domanda di Assegno Unico: Controllare sul portale INPS che sia spuntata l’opzione relativa ai “genitori entrambi lavoratori”.
- Monitorare i flussi: Se il nuovo impiego è appena iniziato, i sistemi potrebbero richiedere un conguaglio. In caso di dubbi, è opportuno consultare un CAF o il Fascicolo Previdenziale online.
Passare dalla disoccupazione al lavoro non significa solo riavere uno stipendio, ma anche sbloccare una componente dell’Assegno Unico che può valere oltre 400 euro all’anno. Ignorare questo passaggio significa regalare allo Stato una somma che spetta di diritto alla famiglia.




