Vittoria – Il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana di Vittoria esprime forte preoccupazione per le evidenti contraddizioni emerse nel dibattito politico locale in merito all’accordo UE–Mercosur e alle sue ricadute sul comparto agricolo. Il punto è stato formalmente portato all’ordine del giorno del Consiglio comunale dal consigliere Salvatore Artini, aprendo un confronto che riteniamo necessario e doveroso per il futuro del nostro territorio.
Mentre a livello europeo il Partito Democratico sostiene un accordo che amplia la liberalizzazione commerciale anche nel settore agricolo, in aula assistiamo a dichiarazioni di allarme e prese di posizione a tutela degli agricoltori locali. Cambiare idea è legittimo. Farlo senza chiarire la propria posizione politica, molto meno.
Ancora più sorprendente appare la posizione del Sindaco, esponente di punta del PD, che poche settimane fa è stato tra gli organizzatori di un sit-in di protesta davanti al Mercato Ortofrutticolo contro il Mercosur. Una posizione, quella del Sindaco, che oggi appare contraddittoria: invece di assumere una posizione chiara all’interno del proprio partito, preferisce scendere in piazza accanto agli agricoltori, alimentando aspettative che mal si conciliano con le scelte sostenute a livello europeo.
A Vittoria parliamo di un comparto serricolo che opera già in condizioni estremamente delicate: costi produttivi elevati, rigidità normative imposte dall’Unione Europea e uno squilibrio strutturale nei rapporti con la grande distribuzione organizzata. In questo contesto, un’ulteriore apertura dei mercati, senza una reale reciprocità negli standard produttivi, ambientali e fitosanitari, rischia di aumentare la pressione sui prezzi alla produzione e di comprimere ulteriormente i margini delle nostre aziende.
Non basta richiamarsi all’identità territoriale o alla qualità delle nostre produzioni. Sappiamo bene che la tipicità rappresenta un valore aggiunto, ma il mercato segue logiche economiche precise: a parità di aspetto e presentazione, la distribuzione privilegia spesso il prodotto più economico, indipendentemente dalle differenze qualitative.
Tra l’altro, se davvero questa amministrazione tenesse al comparto agricolo e ai produttori locali, avrebbe già provveduto a garantire almeno le condizioni infrastrutturali minime per operare in modo competitivo. Pensiamo, ad esempio, allo stato delle strade che collegano al Mercato Ortofrutticolo, come quelle di Contrada Alcerito, che necessitano di interventi urgenti di sistemazione e messa in sicurezza. La tutela dell’agricoltura passa anche – e soprattutto – da scelte concrete e da investimenti sul territorio.
Negli ultimi mesi, invece, abbiamo assistito a:
- il voto sul catasto incendi, con ulteriori vincoli per chi lavora la terra;
- attacchi alla PAC quale strumento di sostegno al reddito agricolo;
- dichiarazioni di preoccupazione sugli effetti dell’accordo Mercosur.
Non si può cambiare posizione a seconda della platea o del contesto. La tutela dell’agricoltura richiede coerenza, visione e assunzione di responsabilità.
La Democrazia Cristiana continuerà a difendere con determinazione il comparto serricolo vittoriese, chiedendo reciprocità reale negli scambi internazionali, clausole di salvaguardia efficaci e strumenti di sostegno adeguati alle imprese agricole.
Le serre di Vittoria non hanno bisogno di slogan, ma di scelte politiche chiare, coerenti e concrete. Su questo terreno, noi continueremo a esserci.




