Il recente decesso dell’attore James Van Der Beek, morto l’11 febbraio a soli 48 anni dopo una diagnosi di tumore del colon-retto, ha riportato l’attenzione su una malattia che, pur essendo tra le più diffuse, continua a essere sottovalutata, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tumore del colon-retto è il terzo più comune al mondo e rappresenta la seconda causa di morte per cancro. Nonostante i progressi nella prevenzione e nello screening abbiano ridotto l’incidenza complessiva, gli esperti osservano un fenomeno preoccupante: i casi sotto i 50 anni sono in rapido aumento.
La dottoressa Deirdre Cohen, oncologa del Mount Sinai Health System, ricorda che si tratta di un tumore “curabile se diagnosticato precocemente”. Il problema è che molti giovani non si considerano a rischio e tendono a ignorare sintomi che invece meritano attenzione.
Il tumore del colon-retto comprende le neoplasie che colpiscono colon e retto, due parti dell’intestino crasso. I sintomi possono essere assenti nelle fasi iniziali, motivo per cui lo screening è fondamentale. Quando compaiono, possono manifestarsi con sangue nelle feci, cambiamenti dell’alvo come stitichezza o diarrea persistenti, perdita di peso non spiegata o dolore addominale. Molti pazienti, soprattutto giovani, provano imbarazzo a parlarne con il medico, ma ignorare questi segnali può ritardare la diagnosi e compromettere la prognosi.
Gli esperti non hanno ancora una risposta definitiva sull’aumento dei casi tra i giovani, ma diversi fattori sono sotto osservazione. Una dieta ricca di carni rosse e lavorate, il consumo di alimenti ultra-processati e bevande zuccherate, la sedentarietà, l’infiammazione cronica dell’intestino e, secondo alcuni studi, anche l’uso di antibiotici in età infantile potrebbero avere un ruolo. Secondo l’American Cancer Society, dal 2010 i casi sotto i 50 anni aumentano del 3% ogni anno, mentre la mortalità cresce dell’1% annuo nella stessa fascia d’età. “L’aumento così rapido nei giovani suggerisce un cambiamento ambientale”, afferma Cohen.
L’infiammazione cronica è un noto fattore di rischio. Malattie come colite ulcerosa e morbo di Crohn aumentano significativamente la probabilità di sviluppare un tumore del colon-retto, così come l’infiammazione legata a dieta scorretta, abuso di alcol e alimenti ultra-processati. Anche lo stile di vita gioca un ruolo importante: una dieta ricca di frutta, verdura e fibre, un consumo moderato di carne rossa, l’attività fisica regolare, la limitazione di alcol e fumo e il mantenimento del peso forma sono tutti elementi che contribuiscono a ridurre il rischio. Uno studio del 2025 pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che un programma strutturato di esercizio fisico migliora la sopravvivenza nei pazienti già trattati.
Per quanto riguarda lo screening, negli Stati Uniti è raccomandato a partire dai 45 anni. In Italia, il programma gratuito tramite ricerca del sangue occulto nelle feci parte generalmente dai 50 anni, anche se molte regioni stanno valutando un abbassamento dell’età. La colonscopia resta l’esame più efficace, perché permette di individuare e rimuovere i polipi prima che diventino tumori. Chi ha un parente di primo grado con tumore del colon-retto, una sindrome genetica come la sindrome di Lynch o una malattia infiammatoria cronica intestinale dovrebbe iniziare i controlli molto prima, su indicazione dello specialista.
Il tumore del colon-retto in stadio iniziale ha un tasso di guarigione superiore al 90%, mentre in stadio avanzato scende al 15%. La differenza la fa il tempo. “È fondamentale segnalare qualsiasi sintomo al proprio medico”, ribadisce Cohen. “Non bisogna avere imbarazzo: parlare di questi segnali può salvare la vita”.
Cosa fare in caso di sintomi sospetti
Se noti sangue nelle feci, cambiamenti persistenti dell’alvo, perdita di peso non spiegata o dolore addominale ricorrente, non aspettare. Rivolgiti al tuo medico curante o al gastroenterologo. Anche se sei giovane, anche se pensi che “non possa essere nulla”, una valutazione precoce può fare la differenza tra una diagnosi semplice e una malattia avanzata. Il tumore del colon-retto è uno dei pochi tumori per cui esiste uno screening realmente efficace: sfruttarlo significa proteggere la propria salute.




