Ragusa – La consigliera comunale di Ragusa, Carla Mezzasalma, capogruppo di Forza Italia, durante la seduta di giovedì ha sollevato un’osservazione a seguito della pronuncia del Tar sul ricorso presentato dai colleghi del Partito Democratico contro l’Amministrazione comunale: «Quello di annunciare ricorsi contro l’Amministrazione, salvo poi non dare riscontro alla collettività dell’esito di queste azioni, è un modo di fare politica che non condivido», ha esordito la capogruppo. «Da un lato si lascia intendere che ci sia quantomeno un sospetto di irregolarità, ma poi non si comunica più nulla, lasciando che la gente si faccia un’idea distorta e alimentando il senso di distanza e sfiducia verso le istituzioni».
Dopo questa premessa, la consigliera è entrata nel dettaglio della vicenda sulla gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana, in merito alla quale i consiglieri del Pd avevano accusato l’Amministrazione di «nascondere l’atto amministrativo più importante e costoso per la città», parlando di decisioni che «calpestano le regole democratiche» e dichiarandosi pronti a ricorrere al Tar.
Sempre la consigliera Mezzasalma ha continuato: «Nonostante i consiglieri Bennardo e Caruso, ai tempi sostenitori della tesi Pd, avessero già interrogato l’assessorato regionale alla Funzione pubblica – il quale affermò che non fosse configurabile un’ipotesi di violazione di legge – i consiglieri del Pd hanno comunque presentato ricorso al Tar, con grandi manifesti. L’azione è stata dichiarata in parte irricevibile e in parte inammissibile e li ha visti condannati in solido al pagamento delle spese di lite, oltre agli accessori di legge. Mi sarei quantomeno aspettata che l’esito del loro ricorso venisse reso pubblico, dato che fino a pochi giorni fa il Pd ha nuovamente accusato l’Amministrazione di una “comunicazione omissiva” ».
«Al di là della vicenda giudiziaria, che si risolve interamente sul piano processuale», conclude la Mezzasalma, «ricordo a tutti che sulla questione della gara per il servizio rifiuti non solo il Comune ha espletato tutte le procedure previste dalla legge, come evince dalla risposta della Regione, ma ha anche svolto tre cicli di incontri pubblici. Proprio il Pd ha inoltre richiesto all’ufficio Ambiente, e ottenuto, un incontro specifico direttamente nella propria sede. Risulta difficile comprendere come i consiglieri siano riusciti a parlare di “atto nascosto”».




