La corsa alla definizione agevolata 2026 entra nel vivo con importanti chiarimenti operativi. Una delle novità più rilevanti, confermata dall’Agenzia delle Entrate durante il forum Telefisco del 5 febbraio 2026, riguarda la flessibilità della procedura: i contribuenti avranno tempo fino al 30 aprile 2026 non solo per aderire, ma anche per cambiare idea e revocare la propria istanza.
Questa finestra temporale permette una valutazione approfondita della convenienza del piano, in linea con quanto già avvenuto nelle precedenti edizioni della “pace fiscale”.
Perimetro della sanatoria: cosa rientra e cosa no
Il progetto, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Debiti definibili:
- Imposte derivanti da controlli automatici e formali (artt. 36-bis e 36-ter).
- Contributi INPS (esclusi quelli da accertamento).
- Multe stradali delle Prefetture (solo per la quota interessi).
- Carichi di precedenti rottamazioni decadute entro il 30 settembre 2025.
Esclusioni eccellenti:
- Sanzioni della Polizia Locale (multe comunali).
- Tributi locali e regionali (TARI, Bollo Auto).
- Debiti già inseriti nella Rottamazione-quater se i pagamenti risultano regolari al 30 settembre 2025.
- Debiti derivanti da attività di accertamento.
Come presentare la domanda entro il 30 aprile
L’adesione deve avvenire esclusivamente per via telematica attraverso il sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione:
- Area Riservata: Accesso con SPID, CIE o CNS. Il sistema propone automaticamente i carichi “rottamabili”.
- Area Pubblica: Compilazione di un form con allegato il documento d’identità (utile per chi non possiede credenziali digitali).
Il consiglio del giornalista: È opportuno richiedere preventivamente il Prospetto Informativo. Questo documento elenca con precisione le cartelle definibili e il risparmio effettivo (al netto di sanzioni, interessi di mora e aggio).
Effetti dell’adesione e “Scudo” per il debitore
Una volta presentata l’istanza, scatta una protezione temporanea sui debiti inseriti:
- Stop alle procedure: L’ente non avvierà nuovi pignoramenti o ipoteche e bloccherà quelli in corso (salvo se già giunti all’incanto).
- Regolarità fiscale: Il contribuente non è più considerato inadempiente; ciò permette di ottenere il DURC e di sbloccare eventuali pagamenti della Pubblica Amministrazione sopra i 5.000 euro.
Pagamenti: piano a lungo termine (9 anni)
La Quinquies offre una dilazione senza precedenti. Il contribuente può optare per:
- Soluzione unica: Entro il 31 luglio 2026.
- Rateizzazione: Fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in 9 anni.
- Le prime tre rate scadono a luglio, settembre e novembre 2026.
- Dal 2027, le scadenze saranno fisse ogni due mesi.
- Sulle rate si applica un interesse del 3% annuo a partire da agosto 2026.
La “tagliola” della decadenza
Il beneficio decade in caso di omesso o insufficiente versamento:
- Della rata unica (31 luglio 2026).
- Di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano.
Attenzione al “salto” della rata: Il sistema consente di restare in ritardo con una sola rata senza decadere subito. Tuttavia, il pagamento successivo coprirà sempre il debito più vecchio. Se si arriva a saltare l’ultima rata, si perde comunque tutto il beneficio.
Le tappe della procedura
- 30 Aprile 2026: Termine ultimo per inviare o revocare la domanda.
- 30 Giugno 2026: L’Agenzia invia la “Comunicazione delle somme dovute” (accoglimento o diniego).
- 31 Luglio 2026: Scadenza della prima o unica rata e revoca automatica delle vecchie rateizzazioni.




