La nuova stagione della riscossione agevolata in Italia segna un cambio di passo netto rispetto al passato. Se la Rottamazione-quinquies (introdotta dalla Legge 199/2025) offre un’importante via d’uscita per chi ha debiti con il Fisco, la gestione dei pagamenti non ammette più distrazioni. La parola d’ordine dell’Agenzia delle Entrate è puntualità assoluta.
1. Addio ai “5 giorni di grazia”
La novità più impattante riguarda la scomparsa della flessibilità sui termini di versamento. Nelle edizioni precedenti, i contribuenti godevano di un periodo di tolleranza di cinque giorni rispetto alla scadenza della rata. Dimenticate questo paracadute: per la Quinquies non è ammesso nemmeno un giorno di ritardo. Chi versa la somma anche solo 24 ore dopo la data fissata decade immediatamente dai benefici. Lo Stato esige un flusso di cassa certo: la scadenza è un termine perentorio e invalicabile.
2. Il “bonus” dell’unico errore
Se sui tempi il Fisco si è fatto di ferro, sulle “dimenticanze” totali è stata introdotta una maglia leggermente più larga. A differenza della precedente rottamazione, dove bastava saltare un solo appuntamento per essere esclusi, la Quinquies prevede la decadenza automatica solo al mancato pagamento della seconda rata. Tuttavia, il sistema è binario:
- Al primo errore (rata non pagata), il piano resta in piedi.
- Al secondo errore (anche non consecutivo), l’agevolazione svanisce.
- Attenzione: il beneficio si perde comunque se non si paga l’intero importo in soluzione unica o se si salta l’ultima rata del piano, indipendentemente dai pagamenti precedenti.
3. Cosa accade a chi ha già una rateizzazione in corso?
Per chi sta già pagando i debiti tramite i piani ordinari (ex art. 19 D.P.R. 602/73), la presentazione della domanda di rottamazione genera una sospensione dei pagamenti precedenti. Questa “tregua” dura fino al 31 luglio, data di scadenza della prima rata della rottamazione. Da quel momento:
- Se la rottamazione è confermata, i debiti inclusi vengono stralciati dal vecchio piano.
- Se il vecchio piano conteneva anche debiti non rottamabili, per questi ultimi il pagamento non va mai sospeso: bisogna continuare a versare le rate ordinarie per evitare pignoramenti.
4. Il perimetro dei debiti: cosa rientra e cosa no
L’agevolazione riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
- SÌ: Liquidazioni da dichiarazioni dei redditi, omessi versamenti contributivi INPS (non da accertamento), multe stradali (solo per la quota interessi).
- NO: Debiti derivanti da accertamenti contributivi o carichi non esplicitamente citati dalla norma.
5. Una seconda chance per chi è decaduto dalla “Quater”
C’è un’apertura per chi non è riuscito a stare al passo con la precedente Rottamazione-quater: potrà aderire alla Quinquies chi è decaduto dal vecchio piano entro il 30 settembre 2025. Attenzione però: i criteri di ammissibilità della nuova procedura sono più restrittivi, quindi non è garantito che tutte le vecchie cartelle possano essere nuovamente “scontate”.
6. Come verificare la propria posizione
Prima di inviare la domanda, è fondamentale mappare i propri debiti. I contribuenti possono richiedere l’elenco dei carichi rottamabili attraverso l’area riservata del sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (accedendo con SPID, CIE o CNS). Questa analisi preventiva è l’unico modo per distinguere tra debiti agevolabili e pendenze che vanno saldate per intero.




