La nuova Rottamazione-quinquies, pilastro della Legge di Bilancio 2026, non è solo uno strumento di rateizzazione agevolata, ma rappresenta una vera e propria “via d’uscita” legale per chi ha battaglie giudiziarie in corso con il Fisco. L’adesione alla misura, infatti, porta con sé un effetto dirompente: la neutralizzazione delle sentenze non definitive e l’estinzione dei processi.
Lo stop alle aule di tribunale
Il passaggio più critico per chi decide di aderire alla sanatoria riguarda i giudizi pendenti. Chi presenta l’istanza di definizione agevolata deve essere consapevole di un obbligo preciso: nella domanda telematica va dichiarata la presenza di eventuali contenziosi legati alle cartelle inserite e va assunto l’impegno formale a rinunciare al giudizio.
Cosa succede al processo?
- Sospensione immediata: Dal momento della presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), i procedimenti giudiziari vengono “congelati” in attesa della prova del pagamento.
- Perfezionamento e chiusura: Il “miracolo” giuridico avviene con il versamento della prima o unica rata. A quel punto, il giudice dichiara d’ufficio l’estinzione del giudizio.
- Perdita di efficacia delle sentenze: Questo è l’aspetto più rilevante: tutte le decisioni di merito e i provvedimenti emessi durante il processo, se non ancora passati in giudicato (ovvero non definitivi), perdono valore. La sanatoria, di fatto, cancella l’iter processuale precedente.
Calendario e scadenze: le date da ricordare
Per non perdere questa opportunità, il contribuente deve muoversi entro perimetri temporali molto stretti. La macchina della Rottamazione-quinquies seguirà questo cronoprogramma:
- 30 aprile 2026: Termine ultimo per l’invio della domanda esclusivamente via web sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER).
- 30 giugno 2026: Data limite entro cui l’AdER invierà il responso (accoglimento, rigetto o accoglimento parziale).
- 31 luglio 2026: Scadenza per il versamento dell’unica soluzione o della prima rata del piano.
Piani di rimborso e rigore nei pagamenti
La flessibilità è il punto di forza di questa quinta edizione, che permette di dilazionare il debito (al netto di sanzioni e interessi) in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite su nove anni. Tuttavia, la convenienza ha un prezzo: dal 1° agosto 2026, sulle somme rateizzate si applicheranno interessi legali del 3% annuo.
Attenzione alla decadenza: La normativa 2026 non ammette errori grossolani. Il castello della sanatoria crolla se:
- Non si paga (o si paga parzialmente) la prima rata o il saldo unico.
- Si omettono due rate, anche non consecutive, del piano scelto.
- Non viene saldata correttamente l’ultima rata del piano. In caso di decadenza, il debito originario risorge con tutti i pesi (sanzioni e more) precedentemente stralciati.
In sintesi: i punti chiave
- Adesione online: Solo tramite sito AdER entro il 30/04/2026.
- Opzioni: Saldo unico o 54 rate bimestrali.
- Costi: Interessi del 3% sulla dilazione.
- Effetto legale: Estinzione dei processi e annullamento delle sentenze non definitive.




