Il panorama dei sussidi per il 2026 si arricchisce di importanti conferme sul fronte del sostegno al reddito. Tra le misure più discusse spicca il contributo da 250 euro, un aiuto economico erogato dall’INPS e destinato a chi si trova in specifiche condizioni di vulnerabilità finanziaria. A differenza di altri bonus “una tantum”, questa misura mira a stabilizzare il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori colpiti dalla crisi.
1. I destinatari: chi può presentare la domanda?
La platea dei beneficiari è eterogenea, ma accomunata da rigidi parametri reddituali. Il bonus si rivolge principalmente a:
- Lavoratori dipendenti e autonomi con redditi bassi.
- Disoccupati in cerca di reinserimento lavorativo.
- Insegnanti e personale delle Forze Armate (per i quali sono previsti canali di accesso specifici).
Il criterio cardine: Il diritto all’erogazione è strettamente legato all’ISEE 2026. Sebbene la soglia possa variare in base alla composizione del nucleo familiare, il principio guida è la dimostrazione di uno stato di necessità economica documentabile.
2. Requisiti essenziali e residenza
Per non vedersi respingere l’istanza, è fondamentale rispettare tre pilastri burocratici:
- Soglia di reddito: Non superare il tetto annuale stabilito dall’INPS (aggiornato in base agli indici ISTAT 2026).
- Residenza: Essere residenti stabilmente in Italia. Per i cittadini stranieri è indispensabile il possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità.
- Posizione INPS: Risultare regolarmente registrati presso gli archivi dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.
3. Guida alla procedura online
Dimenticate le file agli sportelli: la domanda è esclusivamente telematica. Ecco i passaggi per inviarla correttamente dal portale MyINPS:
- Accesso: È necessario autenticarsi tramite SPID (almeno di livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS.
- Documentazione: Tenete a portata di mano un documento d’identità valido, l’attestazione ISEE 2026 e i dati relativi alla situazione lavorativa (es. ultima busta paga o certificazione di disoccupazione).
- Invio e Protocollo: Dopo l’invio, il sistema genera un numero di protocollo. È fondamentale conservarlo per monitorare lo stato di avanzamento della pratica.
Attenzione: Un errore comune è l’inserimento di un IBAN errato. Assicuratevi che il conto corrente sia intestato o cointestato al richiedente, altrimenti l’accredito verrà bloccato.
4. Tempi di accredito e consigli pratici
Una volta accolta la domanda, l’erogazione avviene solitamente entro 30 giorni. Tuttavia, la tempistica può dilatarsi in base al volume di richieste ricevute dall’Istituto.
I nostri consigli per un iter senza ostacoli:
- Aggiornate l’ISEE subito: Senza la DSU aggiornata al 2026, la domanda non potrà essere processata correttamente.
- Monitorate l’Area Riservata: L’INPS comunica eventuali anomalie o richieste di integrazione documentale direttamente nel profilo personale del cittadino.
- Supporto esterno: In caso di difficoltà tecniche, i CAF e i patronati sono abilitati a inoltrare la pratica per conto del cittadino.
In un momento di transizione economica, il bonus da 250 euro rappresenta un polmone finanziario vitale. Muoversi con anticipo nella raccolta dei documenti è la strategia migliore per assicurarsi il sussidio senza ritardi.




