Si apre il nuovo anno fiscale per le famiglie italiane e l’INPS ha già delineato il cronoprogramma per l’Assegno Unico e Universale (AUU). Con la mensilità di gennaio 2026 arrivano anche i primi effetti della rivalutazione annuale, sebbene per il calcolo definitivo basato sul nuovo ISEE bisognerà attendere ancora qualche settimana.
1. Il calendario dei pagamenti di gennaio
Per chi ha già un beneficio attivo e non ha subito variazioni nel nucleo familiare, l’attesa sta per finire. L’Istituto ha confermato che gli accrediti seguiranno questa scansione:
- 21 e 22 gennaio: pagamento per i nuclei familiari già in possesso della prestazione senza modifiche.
- Ultima settimana di gennaio: accredito per chi ha inoltrato una nuova richiesta nel mese di dicembre o per chi è in attesa di conguagli (a credito o a debito).
2. Rivalutazione 2026: i nuovi importi
L’assegno di quest’anno si presenta leggermente più pesante grazie all’adeguamento al costo della vita fissato dal MEF all’1,4%.
- Importo minimo: sale a 58,30 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima.
- Importo massimo: tocca i 203,81 euro per i redditi con ISEE entro la soglia minima (fino a 17.468,51 euro).
- Soglia massima ISEE: la fascia di reddito oltre la quale scatta il minimo si attesta ora a 46.582,71 euro.
3. La regola dell’ISEE: scadenze e conguagli
Attenzione alla gestione del Modello ISEE 2026. L’INPS adotterà una strategia di transizione:
- Gennaio e Febbraio: i pagamenti avverranno ancora basandosi sui dati ISEE 2025.
- Da Marzo: per confermare l’importo corretto ed evitare il declassamento alla quota minima, è necessario presentare la nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro il 28 febbraio 2026.
- Arretrati: gli incrementi dovuti alla rivalutazione di gennaio e febbraio verranno liquidati tramite conguaglio a partire dal mese di marzo, ma solo per chi avrà l’attestazione ISEE aggiornata.
Promemoria: Non serve ripresentare la domanda se è già attiva, ma è tassativo rinnovare l’ISEE. Se la presentazione avviene dopo febbraio ma entro il 30 giugno, gli arretrati verranno comunque recuperati; dopo tale data, si perderà ogni diritto alle somme pregresse.
I numeri dell’Assegno Unico
L’ultimo osservatorio statistico conferma l’importanza della misura: nel 2025 lo Stato ha erogato 16,4 miliardi di euro a sostegno di oltre 6 milioni di famiglie, coprendo quasi 10 milioni di figli. L’importo medio mensile registrato si aggira intorno ai 174 euro per figlio, incluse le maggiorazioni.
Come controllare il proprio accredito
I genitori possono monitorare in tempo reale lo stato dei pagamenti attraverso il Fascicolo Previdenziale del Cittadino sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. All’interno del “Centro Notifiche” è possibile visualizzare la data esatta di valuta del bonifico.




