Il panorama della crisi d’impresa in Italia vive una fase di profonda metamorfosi. Con il consolidamento della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), il tessuto produttivo nazionale non è più chiamato a una semplice resistenza passiva contro il Fisco, ma alla pianificazione di una vera e propria controffensiva strategica. Al centro della scena troviamo l’interazione tra la neonata Rottamazione Quinquies e l’istituto della transazione fiscale.
Questa combinazione non rappresenta soltanto un alleggerimento degli oneri, bensì un’operazione di ingegneria finanziaria che permette alle società in crisi di superare l’impasse procedurale nelle aule dei tribunali e recuperare i flussi di cassa necessari alla continuità.
La Rottamazione Quinquies come “Cura d’Urto” per la liquidità
Se il debito erariale è la patologia che soffoca l’impresa, la nuova definizione agevolata agisce come un intervento d’emergenza volto a stabilizzare il paziente. Il meccanismo è netto: l’abbattimento totale di sanzioni, aggi e interessi di mora permette di isolare la quota capitale.
Questa “pulizia” del debito ha un duplice vantaggio:
- Compressione del debito: Trasforma passività monumentali in cifre gestibili.
- Guadagno temporale: Offre all’imprenditore il respiro necessario per strutturare un piano di rilancio di lungo periodo, senza il fiato sul collo delle procedure esecutive.
L’integrazione di questo strumento con la transazione fiscale apre dunque la strada a una gestione del debito pubblico non più intesa come un vicolo cieco, ma come una leva per la ristrutturazione e il salvataggio dei posti di lavoro.




