La chiusura d’anno porta con sé una novità molto attesa dai contribuenti italiani. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, prende ufficialmente il via la Rottamazione Quinquies. È bene chiarire subito un punto fondamentale, spesso oggetto di confusione: non siamo di fronte a un “condono”, ma a una definizione agevolata. La misura, infatti, permette di regolarizzare la propria posizione pagando il tributo dovuto, ma con un abbattimento totale di sanzioni e aggi di riscossione.
Le novità: addio al “maxi-acconto” iniziale
La vera rivoluzione di questa edizione riguarda la struttura dei pagamenti. Nelle precedenti versioni, molti contribuenti erano stati costretti ad abbandonare il piano a causa dell’onere eccessivo delle prime due rate (che cubavano il 20% del totale).
Nella Quinquies scompare l’obbligo del versamento del 10% sulle prime scadenze. Questa modifica punta a garantire una maggiore sostenibilità finanziaria, permettendo a chi è in difficoltà di non restare escluso dal beneficio già nei primi mesi.
Perimetro e scadenze: cosa rientra nell’agevolazione?
Il provvedimento riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 dicembre 2023.
Attenzione: Poiché la data si riferisce all’affidamento del carico e non alla notifica, potrebbero rientrare nel calcolo anche cartelle ricevute via PEC o raccomandata nei primi mesi del 2024. Per questo motivo, è fondamentale consultare il proprio estratto di ruolo tramite SPID, CIE o CNS, o rivolgersi a un professionista abilitato.
Ecco le date chiave da segnare in agenda:
- 30 aprile 2026: Termine ultimo per l’invio telematico della domanda.
- 31 luglio 2026: Scadenza per il pagamento in soluzione unica o della prima rata.
Rateizzazione e tassi d’interesse
Il piano di rientro è particolarmente esteso: è possibile richiedere una dilazione fino a 54 rate bimestrali, con un importo minimo di 100 euro a rata. Il tasso di interesse applicato sarà del 3%. Un avvertimento importante: la soglia di tolleranza è rigida. Il mancato pagamento di più di due rate comporterà la decadenza immediata dal beneficio e il ripristino del debito originario comprensivo di tutte le sanzioni.
Comuni e Multe: la scelta agli Enti Locali
Per quanto riguarda i tributi locali (come IMU o TARI) e le contravvenzioni stradali, la palla passa ai singoli Comuni. Ogni amministrazione dovrà deliberare se aderire o meno alla definizione agevolata, stabilendo se permettere ai propri cittadini di sanare i debiti senza sanzioni.
Una misura per chi ha dichiarato, non per gli “invisibili”
Un dettaglio tecnico di rilievo è che la Rottamazione Quinquies è riservata a chi ha regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi. Restano esclusi i cosiddetti “evasori totali” che non hanno mai ottemperato a tale obbligo.
Questa distinzione sottolinea la natura della norma: uno strumento di sostegno per il “popolo delle Partite IVA” e per quei cittadini che, pur avendo dichiarato i propri proventi, si sono trovati nell’impossibilità oggettiva di versare il dovuto nei termini previsti. Alzare la saracinesca ogni mattina comporta rischi e imprevisti; la Quinquies riconosce questa realtà, offrendo un’occasione di ripartenza senza lo stigma dell’evasione.




