Politica

In onda su un canale a pagamento

Ragusa spende 40 mila euro per un documentario

La denuncia del consigliere comunale del Pd Mario Chiavola

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Ragusa spende 40 mila euro per un documentario Ragusa spende 40 mila euro per un documentario

La Giunta municipale di Ragusa decide di utilizzare 40mila euro di soldi pubblici per far realizzare un documentario promozionale sulla città in onda su un canale a pagamento. A segnalare la questione è il capogruppo del Pd Mario Chiavola.

“Quarantamila euro non sono bruscolini. Neppure per un Comune come quello di Ragusa. E questa operazione avrebbe avuto un senso maggiore se effettuata con dei canali in chiaro. E non su Sky Arte, visibile soltanto dagli abbonati e che, quindi, devono pagare un tot per potere vedere un documentario realizzato con i soldi della collettività. Mi pare che ci sia più di qualcosa che non torni rispetto alla decisione di un sindaco, Cassì, trainato sulla giostra dello spendi e spandi dall’assessore Barone che sta pensando solo a reclamizzare politicamente la sua immagine, altro che rilancio di Ragusa”.

Non lascia spazio a interpretazioni di sorta il commento del capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Mario Chiavola, dopo avere appreso quanto il Comune ha impegnato, dal punto di vista delle risorse finanziarie, per il documentario in questione. “Mi chiedo – continua Chiavola – quale ritorno effettivo possa avere per lo sviluppo dell’economia locale e del nostro turismo il fatto che questo documentario vada in onda sul canale di un bouquet televisivo a pagamento. E poco importano gli spot promozionali che fanno parte dell’accordo visto che comunque andranno sempre in onda su altri due canali della stessa compagnia televisiva.

Riteniamo che la promozione nazionale e internazionale del nostro territorio vada fatta in altri modi, coinvolgendo i tour operator, facendo sì che a Ragusa possano essere create le condizioni per fare diventare il territorio una vera e propria destinazione turistica, così come invocato nei giorni scorsi da alcune associazioni di categoria, attivando tutti quei canali promozionali che permettono di catapultare la nostra città al centro dell’attenzione reale, e non virtuale, del pianeta turismo. No, questa scelta dell’amministrazione Cassì non ci trova d’accordo e, soprattutto, la reputiamo fortemente penalizzante nei confronti di chi, i cittadini ragusani, continua a pagare ogni anno i tributi locali e si attenderebbe una maggiore erogazione di servizi piuttosto che vedere letteralmente volatilizzate delle risorse economiche su cui non si potrà registrare alcun tipo effettivo di ritorno.

Spendere e spandere, come si sta facendo adesso al Comune di Ragusa con i soldi della cittadinanza, determina delle situazioni di insofferenza da parte di chi risiede in città che certamente condividiamo”. 

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