La gestione dei rifiuti in Sicilia torna a incendiare il dibattito istituzionale dopo i recenti annunci della Presidenza della Regione. Al centro della contesa si trova la pianificazione dei nuovi impianti di smaltimento, con la previsione che i termovalorizzatori in Sicilia siano pienamente operativi entro il 2028. Una tempistica che ha sollevato forti dubbi tra le opposizioni, le quali leggono in questa mossa un tentativo di spostare l’attenzione dai ritardi accumulati negli ultimi anni nel settore ambientale.
L’opposizione attacca la strategia regionale sui rifiuti
Il Movimento 5 Stelle ha espresso una posizione durissima riguardo alla governance del comparto. Secondo Daniela Morfino, Capogruppo M5S in Commissione Ambiente alla Camera, e Nuccio Di Paola, coordinatore regionale, l’annuncio sulla messa in funzione dei termovalorizzatori in Sicilia rappresenterebbe una “operazione di facciata”. I rappresentanti pentastellati sottolineano come la regione soffra ancora di una profonda carenza di visione industriale e di trasparenza sui costi reali delle infrastrutture.
“Annunciare che i termovalorizzatori saranno operativi entro il 2028, dopo anni di disastri, ritardi e totale incapacità nella gestione del ciclo dei rifiuti, è l’ennesima operazione di facciata di un presidente che prova a coprire con gli slogan il fallimento della sua politica”, scrivono in una nota congiunta Morfino e Di Paola. La critica principale riguarda l’assenza di dati certi sull’impatto ambientale e sulle coperture finanziarie necessarie per completare i cantieri entro i tempi stabiliti.
Le contestazioni dei parlamentari puntano il dito contro l’attuale gestione, definita come priva di una seria programmazione. La nota diffusa dal Movimento evidenzia come i cittadini siciliani siano ancora all’oscuro delle procedure e delle garanzie tecniche che accompagneranno la costruzione di tali impianti. “La verità è che la Sicilia continua a pagare il prezzo di una gestione improvvisata, senza programmazione, senza trasparenza e senza una visione industriale seria”, ribadiscono i firmatari della nota.
La polemica investe anche la mancata promozione dell’economia circolare. Secondo l’opposizione, la Regione non avrebbe investito a sufficienza nella raccolta differenziata e negli impianti di trattamento intermedio. “Siamo di fronte al solito copione: si usa il tema dei rifiuti per costruire una narrazione muscolare, mentre la Regione non è stata capace di fare ciò che avrebbe dovuto fare da anni, cioè investire nella raccolta differenziata, negli impianti di trattamento, nel riciclo e nell’economia circolare”, denunciano Morfino e Di Paola.
Il timore espresso è che il dibattito sui termovalorizzatori diventi una sorta di paravento per nascondere le inefficienze strutturali che bloccano lo sviluppo dei territori siciliani, da Ragusa a Palermo. Senza un lavoro preventivo a monte del ciclo dei rifiuti, l’edificazione di grandi impianti di incenerimento rischierebbe di essere una soluzione parziale e tardiva. La richiesta finale rivolta a Palazzo d’Orléans è di abbandonare la logica dell’emergenza per passare a una pianificazione strutturale basata su criteri tecnici verificabili.
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) monitora costantemente i costi e l’efficienza del servizio idrico e dei rifiuti a livello nazionale, parametri che in Sicilia restano tra i più critici d’Italia. Per i rappresentanti del M5S, i siciliani non hanno bisogno di promesse ma di una classe dirigente che smetta di trasformare le criticità ambientali in un palcoscenico per lo scontro politico quotidiano.
Si attende ora una replica ufficiale da parte degli uffici della Regione Sicilia per chiarire i dettagli del cronoprogramma e fornire i dati richiesti sulle coperture economiche del piano rifiuti regionale.



