Il restauro Minniti a Modica è ufficialmente concluso, restituendo alla pubblica fruizione il dipinto “Madonna con i Santi Cosma e Damiano”, una delle testimonianze più significative del Barocco siciliano. L’opera, realizzata dal celebre pittore Mario Minniti tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, ha ritrovato la sua collocazione originaria nella navata destra della Chiesa Collegiata di Santa Maria di Betlem. L’intervento è stato eseguito dalla restauratrice Gaetana Ascenzo grazie al finanziamento promosso dall’Onorevole Ignazio Abbate, consolidando la strategia di recupero dei tesori artistici del Sud-Est.
Il dipinto su tela, che misura 2,10 metri per 2, si trovava in uno stato di conservazione particolarmente precario. Secoli di accumulo di polvere, depositi di sporco e l’ossidazione delle vernici protettive avevano quasi del tutto oscurato i giochi chiaroscurali tipici della scuola minnitiana, appiattendo la prospettiva e alterando la resa cromatica dei pigmenti originali. Grazie a questo intervento tecnico, i fedeli e i turisti possono nuovamente ammirare la plasticità delle figure e la vividezza dei colori che caratterizzano la produzione dell’artista siracusano, noto per il suo stretto legame professionale e personale con Caravaggio.
Le fasi tecniche del restauro conservativo
Le operazioni di recupero sono state articolate in diverse fasi metodologiche per garantire la massima fedeltà storica. Inizialmente, la superficie è stata sottoposta a una disinfestazione da microrganismi e alla rimozione degli strati di vernice ingiallita. Successivamente, si è proceduto con la sarcitura degli strappi e la foderatura, operazione necessaria per rinforzare il supporto tessile ormai indebolito. L’opera è stata poi montata su un nuovo telaio estensibile in legno d’abete, progettato per prevenire future deformazioni della tela causate dalle variazioni igrometriche.
Per la parte estetica, la restauratrice ha adottato tecniche d’avanguardia come la velatura e il “rigatino”. Quest’ultimo metodo permette di reintegrare le lacune pittoriche in modo che siano riconoscibili a distanza ravvicinata, rispettando i principi del restauro moderno che impongono la leggibilità dell’intervento senza cancellare i segni del tempo. Il risultato finale permette di apprezzare nuovamente la qualità esecutiva di Minniti, la cui presenza a Modica conferma l’importanza della città come polo culturale del Val di Noto durante l’età barocca.
Mario Minniti e il legame con il territorio ibleo
La figura di Mario Minniti (1577-1640) rappresenta un cardine per l’arte siciliana del Seicento. Dopo gli anni giovanili trascorsi a Roma nella bottega del Merisi, Minniti rientrò in Sicilia stabilendo una fiorente bottega che influenzò profondamente la pittura dell’isola. Il dipinto di Santa Maria di Betlem non è solo un oggetto di devozione, ma una testimonianza storica della ricchezza committente modicana dell’epoca. Modica, inserita nel sito UNESCO, continua a registrare flussi turistici in crescita, con numeri che nel 2025 hanno confermato l’interesse internazionale per il patrimonio sacro della provincia di Ragusa.
“È con profonda emozione – dichiara l’On.Abbate – che restituiamo alla comunità di Modica e ai fedeli di Santa Maria di Betlem quest’opera straordinaria del Minniti. Questo restauro non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di un percorso che abbiamo intrapreso da tempo per valorizzare il patrimonio artistico religioso del nostro Sud-Est. Investire nella conservazione significa investire nella nostra storia e nel futuro turistico e culturale di Modica. Vedere i colori originali e la profondità prospettica di questo dipinto riemergere dopo secoli è la prova tangibile che la bellezza, se curata, può continuare a parlare alle generazioni presenti e future”.



